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Salvi i pony e i corsi di equitazione

Salvi i pony e i corsi di equitazione

Il decreto non coinvolge le altre iniziative all’interno della struttura

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Se le corse al trotto gestite dalla società Nord Est Ippodromi sono minacciate dall’aut aut ministeriale, l’eventuale decadenza dell’impianto non toccherà l’attività dell’Uaipre, l’Unificazione Associazioni Italiane Pura Raza Española che all’interno dell’Ippodromo - secondo una convenzione stipulata con il Comune un anno e mezzo fa - organizza corsi di equitazione e una scuola pony dedicata ai bambini. «Al momento teniamo 14 cavalli, tra quelli dei nostri soci e di nostra proprietà. Gli iscritti ai corsi sono invece 40, e questo senza fare alcuna pubblicità», spiega Monia Montanari dell’Uaipre.

Ma se l’associazione è al riparo dalla mannaia ministeriale, questo non è sufficiente a garantire il proseguimento delle attività. «Senza interventi di riqualificazione, la struttura rischia di fermarsi, perché non siamo in grado a sopperire a tutto» è il grido di allarme.

Fondata a Ferrara nel 1998, l’Uaipre è un’associazione nazionale che svolge il proprio ruolo su mandato del governo spagnolo. Si tratta dell’unica Associazione Italiana di tutela, promozione e sviluppo del cavallo Pre (Pura Raza Española) riconosciuta ufficialmente dall’Ancce (Asociasion Nacional de Criadores de Caballos de Pura Raza Española). Dal 2006, gestisce inoltre lo stud-book (il libro genealogico) della razza Pre sempre in collaborazione con Ancce e dal 2013 si è dotata di un codice etico che viene adottato in tutte le manifestazioni e che ha lo scopo di tutelare il benessere del cavallo. Il codice si occupa in primo luogo del benessere e del rispetto del cavallo in tutti i suoi ambiti, sia commerciali, che sportivi o ludici; si suddivide in alcuni brevi ma significativi e fondamentali punti che vanno dal benessere, al trasporto e alla logistica.

Per circa dieci edizioni, fino al 2012, l’associazione ha curato all’Ippodromo ferrarese la manifestazione “I Cavalli del Re”, iniziativa che aveva sempre incontrato il favore del pubblico e che si conta di poter tornare a riproporre.

«Lavoriamo con non poche difficoltà - prosegue Monia Montanari - Al momento della stipula della convenzione con il Comune avevamo presentato un progetto che mirava a far diventare l’Ippodromo ferrarese un punto di riferimento nazionale del cavallo spagnolo, ma è dura e gli interventi necessari sono tantissimi. Con la dismissione del Centro regionale per l’incremento ippico, avvenuta nel 2011, è venuto a mancare un importante baluardo a garanzia dell’intera struttura, e sono sorti anche problemi legati al degrado e alla sicurezza, con la presenza, specie nelle ore notturne, di persone poco raccomandabili».

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