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Il testamento di don Ivo «Non fate lutto, fate festa»

Il testamento di don Ivo «Non fate lutto, fate festa»

RENAZZO. «Rendo lode al Signore che mi ha fatto grazia di essere parroco di Renazzo, per più di quarantanni. Renazzo è stato il filtro della mia gioia. Non fate lutto, fate festa». Sono parole...

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RENAZZO. «Rendo lode al Signore che mi ha fatto grazia di essere parroco di Renazzo, per più di quarantanni. Renazzo è stato il filtro della mia gioia. Non fate lutto, fate festa». Sono parole scritte nel proprio il testamento spirituale dal parroco di 86 anni, scomparso all’improvviso nella mattinata di martedì nella Casa di cura ‘Madre Fortunata Toniolo’ di Bologna.

La salma dell’arciprete arriverà oggi alle 15.30 circa nella chiesa provvisoria di Renazzo. Ad accoglierla sarà il vicario don Marco Ceccarelli, e la compagnia del Santissimo. Per un ultimo commosso saluto da parte di tutti i parrocchiani, la chiesa rimarrà aperta fino a tardi e verrà riaperta nella prima mattinata di venerdì. Alle 14, sarà l’arcivescovo Matteo Zuppi a celebrare i funerali del parroco. Il rito sarà accompagnato da tutti i cori parrocchiali, come richiesto espressamente da don Ivo.

Davvero grandi la commozione e il cordoglio in paese, per la scomparsa del sacerdote che è stato per oltre 40 anni, un padre, un amico, una guida, un punto di riferimento per il paese. Il recupero post sisma della chiesa è solo uno dei progetti realizzati dal parroco che ha donato la sua vita a Renazzo e ai suoi parrocchiani. Portati a termine, la costruzione dell'attuale sede dell'asilo parrocchiale, il Circolo Anspi, il teatrino parrocchiale, fino alla ristrutturazione della ex media (ora centro polivalente) e alla nascita della Caritas. L’ultimo, la riqualificazione dell’area sportiva nel parco del ricreatorio coi Circoli Anspi. «Aveva tanti altri progetti – riferisce l’ingegner Angelo Bonzagni – alcuni nel cassetto, altri a cui stava lavorando. Li realizzeremo per lui».

Domani l’ultimo saluto: «Sarà un momento storico per il paese. Pregheremo insieme per don Ivo, che ha fatto la storia di Renazzo. È entrato nella vita di tutti noi».

Intanto martedì sera la chiesa era gremita alla lettura del testamento spirituale lasciato dal parroco: «Dio accetti la mia morte – ha lasciato scritto don Ivo - come totale atto di abbandono alla sua misericordia, in sconto dei miei peccati. Chiedo perdono a quanti si sono sentiti offesi o trascurati dal mio comportamento e ringrazio per il bene ricevuto da Dio, attraverso tanti fratelli, in questi sessant'anni di ministero. Devo tanto alla presenza di mia madre e mio padre in canonica. Quanto mi è mancata mia sorella. Grande è il debito di riconoscenza a mio fratello e mia cognata, per quello che sono riusciti a darmi di pace a Granaglione. Un abbraccio fortissimo ai miei 4 nipoti, per la loro tenerezza». (b.b.)



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