Allevamenti in mare al riparo dalle aste
PORTO GARIBALDI. «Ora non vi sono più dubbi, i pescatori possono stare tranquilli. La direttiva Bolkestein non tocca il settore». Una riposta che il mondo della pesca aspettava da tempo, quella data...
PORTO GARIBALDI. «Ora non vi sono più dubbi, i pescatori possono stare tranquilli. La direttiva Bolkestein non tocca il settore». Una riposta che il mondo della pesca aspettava da tempo, quella data ieri dal consigliere provinciale Gino Soncini e dal gruppo di minoranza in consiglio a Goro Futuro&Solidarietà che vede oltre Soncini i consiglieri Teresa Suncini e Giannetta Trombini. Facendo un passo indietro, tutto nasce «durante la campagna elettorale per le comunali del 2016, quando ci eravamo presi un impegno con i pescatori ed in particolare sulla “famigerata” direttiva Bolkestein che avrebbe secondo qualcuno interessato anche le concessioni della pesca, mandandole all’asta». «Fin dall’inizio abbiamo sottolineato come la direttiva non potesse toccare le concessioni demaniali delle Cooperative dei Pescatori e siamo andati avanti in questa direzione - spiega Soncinci - Finalmente l’impegno, la correttezza e la serietà ha dato il suo importante risultato». Forti del fatto che la Bolkestein è una “direttiva sui servizi”, i consiglieri hanno evidenziato come gli allevamenti riguardano la produzione, settore quindi profondamente diverso e sono andati avanti nelle sedi indicate. E la riposta è finalmente arrivata: «A seguito del quesito posto, in collaborazione con Unci agroalimentare, l’Ufficio Legale della Commissione Europea ha sancito che “l’acquacoltura è vista più come attività di produzione, ed è quaindi differente dalla gestione di un bene demaniale. Ragion per cui l’articolo 12 della Direttiva Servizi non è applicabile al caso di specie».
«Non è una riposta da poco, anzi - illustra soddisfatto Soncini - Decine e decine di famiglie possono dormire sonni tranquilli, senza la preoccupazione di vedere andare all’asta il lavoro di una vita».
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