L’affondo di Tomasi sull’Europa: «La Bolkestein sarà il primo no»
PORTO GARIBALDI. «Continuano a dirci che le soluzioni non ci sono, che l’Europa “vuole così” e intanto rischiamo di perdere tutto. Iniziamo ad aprire gli occhi e a capire che le cose sulla direttiva...
PORTO GARIBALDI. «Continuano a dirci che le soluzioni non ci sono, che l’Europa “vuole così” e intanto rischiamo di perdere tutto. Iniziamo ad aprire gli occhi e a capire che le cose sulla direttiva Bolkestein sono decisamente diverse da come ce le propinano da anni». È decisa a fare chiarezza Maura Tomasi, candidata per il centrodestra all’uninominale nel collegio Ferrara Mare e consigliere comunale, «perché centinaia di imprenditori rischiano di perdere tutto, tutto».
Riassumendo, La direttiva Bolkestein è un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e recepito nell’ordinamento italiano dal governo Berlusconi, nel 2010. L’obiettivo della direttiva è favorire la libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi.
La direttiva Bolkestein prevede che siano messe a bando molte concessioni pubbliche. Tra queste anche quelle dei commercianti da strada e dei gestori degli stabilimenti balneari. Il decreto milleproroghe ha prorogato di fatto le concessioni in essere che scadranno nel 2020. «Il punto è che non siamo costretti a fare quello che dice l’Europa – tuona la Tomasi – Esiste una clausola di salvaguardia come anche altre strade da percorrere. L’Unione dà delle direttive ma non è detto che dobbiamo uniformarci, altri Paesi non l’hanno fatto. Se quanto ci chiedono di fare non rispecchia l’interesse della nazione, possiamo dire di no, tirarci fuori». Ma cosa rischia l’Italia se non adempie? «Verrà aperta una procedura di infrazione, potrebbero arrivare delle multe ma abbiamo però anche gli strumenti per dimostrare le nostre ragioni e arrivare a pensare a concessioni di almeno 99 anni così come hanno fatto altrove. Insomma, se non si lotta non si vince e intanto prendiamo tempo e vediamo come va a finire».
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