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sanità nell'incertezza

Vaccini, restano 160 irriducibili. Le espulsioni? Molto improbabili

Vaccini, restano 160 irriducibili. Le espulsioni? Molto improbabili

In provincia sono alcune centinaia i bambini e ragazzi che non si sono ancora adeguati alla legge. Circa 4-500 gli immunizzati parziali. Il sindaco Tagliani: applicheremo le norme ma servono altre settimane

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FERRARA. A un mese dall’ultima scadenza utile per l’obbligo vaccinale, il 10 marzo 2018, la data limite per mettere in regola bimbi e ragazzi fino a 16 anni assomiglia sempre più a uno spauracchio. Difficile capire effettivamente cosa succederà subito dopo ai bambini non immunizzati iscritti in nidi e materne (dovrebbero essere espulsi) e agli studenti delle scuole primarie e secondarie (per chi non è in regola è prevista una sanzione). La quasi concomitanza con il voto per le politiche, fissato per il 4 marzo, e le posizioni - quasi agli antipodi - espresse dai partiti in lizza, hanno da tempo fatto calare un interrogativo sostanziale su quanto avverrà o sarà deciso ad urne chiuse.

Alcuni segnali sul “dopo10 marzo” si possono, però, già oggi cogliere dalla cronaca o dalle dichiarazioni di chi dovrà governare la fase successiva alla scadenza. Quattro bambini “non protetti” dal vaccino sono stati allontanati dagli asili di un comune del Cuneese. Ma a contobilanciare ci sono le prese di posizione assunte da altri Comuni. Uno per tutti: Roma, il cui consiglio ha approvato una mozione che chiede di lasciar frequentare i bimbi fino al termine dell’anno scolastico.

Ferrrara e l’Emilia Romagna hanno appena incassato il giudizio soddisfatto del ministro Lorenzin per aver visto crescere in modo rilevante la quota dei vaccinati. Ma sul “dopo 10 marzo” l’orizzonte resta opaco sulla riva destra del Po. Intanto in provincia di Ferrara è rimasta una quota di resistenti che in Asl oggi definiscono “irriducibili”: famiglie che hanno attuato scelte dilatorie o hanno totalmente ignorato i ripetuti richiami da parte dell’autorità sanitaria. Sono circa 160. A questi sono da aggiungere gli inadempienti parziali, cioè bambini o ragazzi sottoposti ad alcune o a tutte le vaccinazioni già obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, antiepatitevirale B) ma che non si sono presentati nei centri preposti per tutte o una parte delle altre iniezioni. Tra Bondeno e la costa dovrebbero essere tra i 400 e i 500. Non si tratta di numeri da capogiro, ma la presenza di questi 6-700 bimbi e ragazzi no-vax o vax-selettivi sta continuando a far girare, spesso a vuoto, la macchina pubblica.

L’Asl confermerà a breve il personale assunto a tempo determinato per mantenere aperti gli ambulatori, che continuano a convocare gli inadempienti e poi aspettano invano l’invitato di turno. Soldi pubblici di fatto sprecati perché è ormai chiaro che buona parte di quei bimbi e ragazzi con famiglie “resistenti” arriveranno al 10 marzo senza essere passati per l’ambulatorio.

Gli appuntamenti sarà possibile ottenerli (e poi disertarli) anche per le settimane successive alla seconda di marzo e intanto la fine dell’anno scolastico si avvicinerà. Una quota di irriducibili, alcune decine, abitano nel comune di Ferrara, dove la linea morbida-attendista che emerge dalle dichiarazioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Cristina Corazzari, non sembra isolata in giunta. «Cosa faremo dopo il 10 marzo? Continueremo a chiamare chi non è in regola - afferma il sindaco Tiziano Tagliani - chiederemo loro di spiegare perché hanno disertato gli appuntamenti. Sarà una verifica che richiederà qualche settimana, a chi persisterà invieremo una diffida. Applicheremo la legge, senza dimenticare però l’interesse e le esigenze dei bambini». Difficile quindi pensare ad espulsioni, per quanto isolate, a Ferrara subito dopo il 10 marzo mentre a Roma si giocherà la delicatissima e incertissima partita per formare un governo. (gi.ca.)


 

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