Liti, insulti e minacce Allerta degli autisti dei bus
La situazione sta degenerando e crescono le difficoltà dei conducenti «Troppa maleducazione e inciviltà, non siamo sereni nel nostro lavoro»
Una volta c’era un tram chiamato desiderio, adesso invece c’è sempre più spesso un autobus chiamato inferno.
Se da un lato la nuova tecnologia ha portato a veicoli sempre più all’avanguardia, purtroppo c’è da constatare come invece la situazione dell’educazione comportamentale dei passeggeri dei mezzi pubblici su gomma sia progressivamente peggiorata. Sono sempre più frequenti infatti i casi di liti, insulti, minacce che si verificano quasi quotidianamente sugli autobus e in alcune circostanze il conducente è costretto a chiamare le forze dell’ordine perché non è in grado di gestire una situazione che può diventare pericolosa per l’incolumità personale e dei passeggeri a bordo.
In sostanza l’autista del bus è chiamato oltre a guidare, mestiere che già di per se comporta la massima attenzione, anche a fare il poliziotto, il mediatore, l’inserviente e fin qui potrebbe anche starci, ma quando invece diventa oggetto di insulti e minacce sempre più frequenti da parte di alcuni passeggeri particolarmente incivili allora la questione diventa estremamente pesante. È il segno che si è raggiunto un livello per cui sarebbe necessario iniziare a prendere provvedimenti. Lo confermano gli autisti che a turno si fermano alla fermata capolinea della stazione ferroviaria. Pochi minuti di sosta, ma necessari per capire i loro sfoghi, le loro preoccupazione che sono l’indice di quanto la situazione sia peggiorata negli ultimi anni sui bus.
«A volte è davvero frustrante - dice un conducente - prendere sberleffi e non potere reagire, uno poi se non vuole arrivare a sera con il fegato gonfio di rabbia deve ingoiare umiliazioni. Su certe linee succede di tutto, da chi è scoperto senza biglietto e invece di pagare o scendere ti insulta e pretende di rimanere a bordo a quelli che litigano per il posto. Senza contare gli ubriachi che spesso li scarrozziamo per ore e non possiamo avvicinarci. Il nostro mestiere è diventato sempre più difficile, anche perché è aumentato il numero di passeggeri ingestibili. Noi poi non possiamo nemmeno reagire e replicare, perché c’è poi il rischio di passare dalla parte del torto».
«Le regole vengono sempre meno rispettate - attacca un altro autista di bus - giovani che salgono con cani di grossa taglia senza museruola, gente che spinge per entrare correndo il rischio di far cadere persone anziane e non ti azzardi a fare osservazioni ti rispondono a muso duro: tu pensa a guidare. La situazione è davvero peggiorata e non faccio distinzione tra italiani e stranieri, trovi maleducati ovunque, e non hanno il minimo rispetto non solo per l’autista che guida, ma anche per gli altri passeggeri».
Sono finiti da un pezzo i tempi in cui i giovanotti cedevano il posto alle signore di qualsiasi età e con garbo aspettavano la fermata del autobus per chiedere informazioni per non disturbare il conducente.
«Ma quale disturbo, a volte si arriva a insulti e minacce - replica secco un autista veterano - una volta c’era indubbiamente più rispetto, adesso anche un ragazzino ti si rivolge come si fa con un servitore. Non per tutti, ma per molti, l’educazione in pratica è andata a farsi benedire».
«Ci sentiamo anche poco tutelati - confessa un altro dipendente Tper - più volte abbiamo rimarcato il problema ai sindacati e all’azienda ma ancora non è stato fatto nulla di concreto per arginare questa situazione che sta diventando sempre più intollerabile soprattutto per noi che siamo in servizio 39 ore alla settimane, senza contare i trasferimenti, e in alcuni giorni siamo impegnati dalle 6 del mattino alle 8 di sera. C’è da mettere in preventivo ora che non dobbiamo solo guidare e stare attenti alla strada, ma ogni giorno dobbiamo augurarci che non succeda niente all’interno del bus».
A fatica, non senza ricevere spintoni, riusciamo a salire su un altro bus in partenza dalla stazione, intercettando il parere di un altro autista.
«Queste della prima mattinata sono le ore più caotiche - dichiara il conducente del bus - ma bisogna stare attenti anche nelle ore serale, quelle con meno gente a bordo, ma con una fauna di passeggeri a volte che può incutere qualche timore. È un mestiere che sta diventando anche ad alto rischio. In passato non era così stressante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
