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Liti, insulti e minacce Allerta degli autisti dei bus

di Gian Pietro Zerbini
Liti, insulti e minacce Allerta degli autisti dei bus

La situazione sta degenerando e crescono le difficoltà dei conducenti «Troppa maleducazione e inciviltà, non siamo sereni nel nostro lavoro»

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Una volta c’era un tram chiamato desiderio, adesso invece c’è sempre più spesso un autobus chiamato inferno.

Se da un lato la nuova tecnologia ha portato a veicoli sempre più all’avanguardia, purtroppo c’è da constatare come invece la situazione dell’educazione comportamentale dei passeggeri dei mezzi pubblici su gomma sia progressivamente peggiorata. Sono sempre più frequenti infatti i casi di liti, insulti, minacce che si verificano quasi quotidianamente sugli autobus e in alcune circostanze il conducente è costretto a chiamare le forze dell’ordine perché non è in grado di gestire una situazione che può diventare pericolosa per l’incolumità personale e dei passeggeri a bordo.

In sostanza l’autista del bus è chiamato oltre a guidare, mestiere che già di per se comporta la massima attenzione, anche a fare il poliziotto, il mediatore, l’inserviente e fin qui potrebbe anche starci, ma quando invece diventa oggetto di insulti e minacce sempre più frequenti da parte di alcuni passeggeri particolarmente incivili allora la questione diventa estremamente pesante. È il segno che si è raggiunto un livello per cui sarebbe necessario iniziare a prendere provvedimenti. Lo confermano gli autisti che a turno si fermano alla fermata capolinea della stazione ferroviaria. Pochi minuti di sosta, ma necessari per capire i loro sfoghi, le loro preoccupazione che sono l’indice di quanto la situazione sia peggiorata negli ultimi anni sui bus.

«A volte è davvero frustrante - dice un conducente - prendere sberleffi e non potere reagire, uno poi se non vuole arrivare a sera con il fegato gonfio di rabbia deve ingoiare umiliazioni. Su certe linee succede di tutto, da chi è scoperto senza biglietto e invece di pagare o scendere ti insulta e pretende di rimanere a bordo a quelli che litigano per il posto. Senza contare gli ubriachi che spesso li scarrozziamo per ore e non possiamo avvicinarci. Il nostro mestiere è diventato sempre più difficile, anche perché è aumentato il numero di passeggeri ingestibili. Noi poi non possiamo nemmeno reagire e replicare, perché c’è poi il rischio di passare dalla parte del torto».

«Le regole vengono sempre meno rispettate - attacca un altro autista di bus - giovani che salgono con cani di grossa taglia senza museruola, gente che spinge per entrare correndo il rischio di far cadere persone anziane e non ti azzardi a fare osservazioni ti rispondono a muso duro: tu pensa a guidare. La situazione è davvero peggiorata e non faccio distinzione tra italiani e stranieri, trovi maleducati ovunque, e non hanno il minimo rispetto non solo per l’autista che guida, ma anche per gli altri passeggeri».

Sono finiti da un pezzo i tempi in cui i giovanotti cedevano il posto alle signore di qualsiasi età e con garbo aspettavano la fermata del autobus per chiedere informazioni per non disturbare il conducente.

«Ma quale disturbo, a volte si arriva a insulti e minacce - replica secco un autista veterano - una volta c’era indubbiamente più rispetto, adesso anche un ragazzino ti si rivolge come si fa con un servitore. Non per tutti, ma per molti, l’educazione in pratica è andata a farsi benedire».

«Ci sentiamo anche poco tutelati - confessa un altro dipendente Tper - più volte abbiamo rimarcato il problema ai sindacati e all’azienda ma ancora non è stato fatto nulla di concreto per arginare questa situazione che sta diventando sempre più intollerabile soprattutto per noi che siamo in servizio 39 ore alla settimane, senza contare i trasferimenti, e in alcuni giorni siamo impegnati dalle 6 del mattino alle 8 di sera. C’è da mettere in preventivo ora che non dobbiamo solo guidare e stare attenti alla strada, ma ogni giorno dobbiamo augurarci che non succeda niente all’interno del bus».

A fatica, non senza ricevere spintoni, riusciamo a salire su un altro bus in partenza dalla stazione, intercettando il parere di un altro autista.

«Queste della prima mattinata sono le ore più caotiche - dichiara il conducente del bus - ma bisogna stare attenti anche nelle ore serale, quelle con meno gente a bordo, ma con una fauna di passeggeri a volte che può incutere qualche timore. È un mestiere che sta diventando anche ad alto rischio. In passato non era così stressante».

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