Record di bambini vaccinati
L’immunizzazione contro difterite e tetano per i nati nel 2016 ha raggiunto a Ferrara la punta del 98,8%
Aumentano le famiglie che vaccinano i loro bambini nati nel 2016. E Ferrara risulta la provincia dell’Emilia-Romagna in cui si vaccina di più. Sulla base dei dati inviati dalle singole Asl, il Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica dell’assessorato regionale alle politiche per la salute, ha elaborato dati di copertura (al 31 dicembre 2017) per i bambini nati nel 2016, confrontandoli con gli anni precedenti.
La copertura della vaccinazione contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B nel 2015 era ferma al 94,4%; si è alzata al 95,8% nel 2016, ed ha raggiunto il 97,1% nel 2017, con punte particolarmente alte, come si accennava, a Ferrara (98,8%), seguita da Parma (98,6%) e da Imola (98,4%).
La copertura totale. Una copertura complessiva che tocca il 97,1%. È quella raggiunta in Emilia-Romagna, al 31 dicembre 2017, tra i bambini nati nel 2016, per la vaccinazione contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B, a poco più di un anno dall’approvazione (novembre 2016) della legge regionale che ne ha introdotto l’obbligatorietà per l’iscrizione al nido. Era al 94,4% nel 2015. Arriva al 97% anche la copertura per l’emofilo di tipo B, di poco superiore quella per la pertosse (97,3%), entrambe rese obbligatorie dalla legge nazionale; raggiunge quota 96,3% anche il vaccino contro lo pneumococco (non obbligatorio, ma raccomandato). Sono questi i dati che riguardano le coperture al 12º mese, i primi bambini ad essere interessati sia dalla normativa regionale, sia da quella nazionale. Anche prendendo in considerazione il ciclo completo (3 dosi al 24º mese), per i bambini nati nel 2015, le coperture sfiorano comunque il 95%, la soglia di sicurezza indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Bene anche la vaccinazione (che può essere effettuata solo nel secondo anno di vita) contro morbillo-parotite-rosolia, introdotta dalla legge nazionale e arrivata a quota 91,1% (era ferma all’87,2% in dicembre 2016), che assieme al meningococco di tipo C (passato dall’87,7% del 2016 al 91,6% del 2017) mette a segno la crescita più alta: +3,9 punti percentuali. L’aumento complessivo a livello regionale va, quindi, da un minimo di +1,5 a +3,9 punti percentuali a seconda del tipo di vaccino. In generale, le coperture vaccinali sono tornate ben sopra i valori degli scorsi anni, quando per la prima volta si scese - era il 2014 - sotto il 95%, facendo registrare minimi poco superiori all’87% in alcune zone dell’Emilia-Romagna. Numeri illustrati ieri nella sede della Regione, a Bologna, dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alle politiche per la salute, Sergio Venturi, che hanno espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, evidenziando come l’aver giocato d’anticipo - con una legge che ha fatto da apripista a quella nazionale - abbia avvantaggiato l’Emilia-Romagna. A tutela della salute pubblica e soprattutto dei bambini più piccoli, fragili e indifesi. Ma sottolineando, al tempo stesso, la necessità di confermare e consolidare nel tempo questi dati, rendendoli strutturali.
Dati in crescita. Dati in crescita in tutte le province, anche in Romagna, che pur confermandosi l’area con la copertura più bassa, nel 2017 oltrepassa la soglia di sicurezza, toccando il 95,8% (era al 91,2% nel 2015 e al 93,8% nel 2016). La copertura contro lo pneumococco è, a livello regionale, al 96,3%; quella contro l’emofilo b al 97,0%, quella contro la pertosse al 97,3%. La scadenza del 10 marzo. L’incontro è servito anche a fare il punto su scadenze e procedure. In Emilia-Romagna tutti i minori da 1 a 16 anni che risultavano non in regola con il calendario vaccinale (anche solo per un richiamo di uno dei 10 vaccini obbligatori), hanno ricevuto dalle Aziende sanitarie una lettera con l’appuntamento fissato. Quindi tutti hanno avviato un percorso di recupero. Pertanto, solo a fine anno scolastico si avrà il quadro completo dei minori non ancora in regola. Per quanto riguarda la scadenza del 10 marzo, la legge nazionale, e le successive circolari, stabiliscono che vale solo per coloro che hanno presentato un’autocertificazione nei termini previsti l’anno passato, cioè 11 settembre 2017 per nidi e materne, e 31 ottobre 2017 per la scuola dell’obbligo. I genitori che abbiano auto-certificato lo stato vaccinale dei figli, oppure auto-certificato di aver richiesto un appuntamento, dovranno esibire il certificato vaccinale o l’appuntamento rilasciato dall’Asl.
L’informazione ai genitori. I genitori dei bambini da regolarizzare vengono avvisati con una lettera con appuntamento per eseguire le vaccinazioni mancanti. Qualora i genitori non si presentino a questo appuntamento e non forniscano alcuna giustificazione, è previsto l’invio di una lettera di invito ad un colloquio per fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; in tal caso l’appuntamento viene fissato dopo almeno 45 giorni rispetto all’invio, per dare la possibilità ai genitori di ritirare la raccomandata nel limite dei termini previsti e per programmarsi. (m.puli.)
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