Terapie personalizzate più vicine
L’ateneo estense scelto dal ministero della ricerca come capofila
Diversi, uomini e donne. Tanto da necessitare anche di cure diverse, di diversi approcci alle terapie, di diversi farmaci. È quella che oggi viene definita “medicina di genere” e che, proprio in questi giorni con l’ok arrivato dal ministero per l’istruzione-università-ricerca (Miur), vede Ferrara proiettata al rango di capofila del progetto. Presto 250 mila euro saranno stanziati proprio dal ministero a favore del “Centro studi medicina di genere” che avrà sede qui, in città, presso il dipartimento di scienze mediche. A Ferrara, grazie a borse di studio ed assegni di ricerca, si svilupperà, dunque, l’intera fase della ricerca con una squadra di studiosi che faranno confluire il loro sapere negli affluenti che avranno il compito di portare novità al grande fiume della medicina personalizzata, ormai prossimo traguardo della scienza. Il Centro studi, sotto la costante supervisione dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, accompagnerà questa ricerca. Una delle più rilevanti finalità sarà la ricaduta assistenziale, vale a dire giungere alla produzione di farmaci pressoché personalizzati, per l’uomo e per la donna, verso una terapia sempre più mirata, e quindi efficace. Un nuovo concetto di medicina spiegato ieri, alla presenza del padrone di casa il rettore Giorgio Zauli, affiancato dal professor Michele Rubbini direttore del Centro studi di medicina di genere, dalla professoressa Tiziana Bellini e dalla dottoressa Alessandra Carè dell’Istituto superiore di sanità. «Una medicina trasversale - è entrato nel merito Rubbini - perché attraversa tutte le specialità mediche, nella consapevolezza che uomini e donne danno, ad esempio, risposte diverse ai farmaci che assumono, per motivi diversi: di natura ormonale, genetica, o legati a stili di vita, e si potrebbe proseguire». Uno tra i tanti esempi, se si vuole dozzinale ma sicuramente emblematico per i neofiti, è rappresentato dal diverso grado con cui uomini e donne metabolizzano e smaltiscono l’alcol. Differenze che, affidate alle menti di ricercatori di altissimo livello, avranno l’obiettivo di arrivare nel minore tempo possibile alla definizione di cure sempre più precise e quindi efficaci, nel rispetto di un sentiero guida: la medicina di genere, appunto, le differenti terapie cui sottoporre i maschi rispetto alle femmine, e viceversa. Un settore tanto affascinante quanto scientificamente, oggi, alla portata di questi ricercatori.
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