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Campane e palloncini per l’ultimo saluto a don Ivo

Campane e palloncini per l’ultimo saluto a don Ivo

Il prete ha lasciato il segno e la sua comunità si è stretta in un lungo abbraccio «Ha lottato per la ricostruzione, per questo paese e per la sua gente»

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RENAZZO. «Don Ivo, testimone della Resurrezione. In lui, la forza della vita e dell’amore, capace di andare oltre la morte, di ricostruire dopo il terremoto. Lui, un grande esempio per tutti noi». Il cordoglio di una comunità intera, un coro unito, l’abbraccio stretto di un paese, per dire grazie a don Ivo Cevenini.

Ieri campane a festa, palloncini bianchi, e un lungo applauso, per l’ultimo commosso saluto all’amato sacerdote, scomparso martedì all’età di 86 anni. Chiesa gremita, e tantissime persone fuori nel parco del ricreatorio, per i funerali di don Ivo, instancabile guida spirituale, civile, e sociale. Un giorno che Renazzo non potrà dimenticare.

A celebrare le esequie, l’arcivescovo Matteo Zuppi assieme ad una schiera di sacerdoti. Dopo la lettura del suo testamento spirituale, le parole del vescovo: «La sua morte inaspettata, uno strappo doloroso. Spinto dalla voglia di guardare avanti, don Ivo è morto quasi in piedi. Vi ha detto di far festa, non di far lutto. Quindi, che il dolore si trasformi in gioia. Per noi è una festa di ringraziamento a Dio, per dire grazie di avercelo donato, per il suo servizio, il suo carisma». In prima fila, il sindaco Fabrizio Toselli con la giunta, e le forze dell’ordine. Schierati la compagnia del Santissimo, la banda Rosso Mattone, il gonfalone del Comune di Cento e gli stendardi di tante associazioni locali. Ad accompagnare le esequie, riuniti per suo desiderio, tutti i cori parrocchiali, ma anche tanti giovani e ragazzi: «Voi siete stati il filtro della sua gioia – ha ricordato l’arcivescovo -. Oggi qui, c’è il vero e unico coro, la sua famiglia. Ci sono i suoi familiari, il fratello Lino con la nuora Gabriella, e i nipoti. C’è la comunità di Granaglione. E dopo 43 anni di sacerdozio a Renazzo, la parrocchia di San Sebastiano e tutta la sua comunità, per cui ha lavorato dando tutto se stesso». E ricordando il suo carattere determinato e caparbio, «sapeva dove voleva arrivare. Era un uomo vero, umile e generoso, diretto e al contempo amabile, punto di riferimento discreto e significativo insieme». Sul feretro, la Sacra Bibbia, la sua stola, e la maglia gialla di Estate Ragazzi, un regalo dei giovani per il don.

«Un parroco tradizionale, che ha saputo di continuo rinnovarsi nella sua pastorale. Sempre vicino ai ragazzi, alle famiglie, agli immigrati del paese con i corsi di italiano, e agli emigrati di Renazzo negli Usa. Don Ivo c’era sempre. Come un padre buono, ha amato la città degli uomini. Spinto dalla sua passione e amore per il Signore e la sua gente, ci ha insegnato a credere e a testimoniare la gioia del Vangelo». Padre, fratello, nonno, amico, compagno di viaggio, il congedo di don Ivo ha gettato nello sconforto Renazzo, lasciando nei suoi parrocchiani «un vuoto incolmabile, e un’eredità importante da portare avanti». Un impegno per Renazzo, che ha lasciato nel tempo opere importanti: «Oltre allo spirito di unità, la responsabilità, di far crescere ciò che il parroco, in tanti anni, ha regalato a Renazzo». Con le offerte destinate all’asilo parrocchiale, prima della benedizione, il messaggio di cordoglio del sindaco Fabrizio Toselli, di suor Donatella (Suore Serve di Maria di Galeazza che curano l’asilo di Renazzo), di due commossi parrocchiani, e le condoglianze inviate del presidente della conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo di Poznan Stanislaw Gadecki.

Per dire grazie a don Ivo, all’uscita del feretro dalla chiesa, il lancio dei palloncini da parte dei bambini del catechismo, e un lungo commosso applauso. Negozi e saracinesche chiusi in segno di lutto, il corteo partito dalla chiesa provvisoria ha attraversato il paese. Poi la sosta davanti alla chiesa di San Sebastiano, in fase di recupero e restauro dopo il terremoto del 2012. Ad entrare col feretro nel pieno del cantiere, i vigili del fuoco, che hanno omaggiato il suo arrivo con il suono della sirena, e l’arcivescovo Zuppi: «Era il suo sogno entrare nella chiesa ricostruita dopo il sisma. Oggi potrà rivederla». Il lungo corteo è poi proseguito fino al cimitero locale, dove l’affezionato parroco di Renazzo è stato seppellito accanto ai genitori.

Beatrice Barberini

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