Cna: «Che fine ha fatto il patto per Ferrara?»
L’esortazione alle istituzioni del presidente Bellotti e del direttore Benatti «Valorizzare le peculiarità del territorio. I problemi sono credito e calo imprese»
«Che fine ha fatto il patto per Ferrara?».
Lo chiedono con una certa insistenza i vertici della Cna provinciale. Il presidente Davide Bellotti e il direttore Diego Benatti fanno il punto della situazione territoriale che dal punto di vista economico appare ancora ingarbugliata.
«La situazione è complessa - attacca Benatti - partiamo da un dato significativo, il -376 del saldo delle imprese in provincia di Ferrara e da qui che dobbiamo riflettere. Poi per non vedere tutto nero possiamo dire che su un campione di mille imprese iscritte alla Cna, si registra un aumento dell’occupazione dell’1,87%, questo grazie ad una certa ripresa del settore della produzione meccanica. Ci troviamo però di fronte a due grossi problemi in questo momento. Uno è rappresentato dalla demografia delle imprese, continuano a calare quelle giovanili, e su questo dato dobbiamo porci degli interrogativi. Il secondo, e riguarda tutti i settori produttivi, nasce dalla grossa difficoltà di reperire credito dal sistema bancario e finanziario. Un dato eloquente è il -3% nell’erogazione dei crediti alle piccole e medie imprese che sono tutti investimenti che vengono a mancare nel sistema produttivo».
«La verità - afferma Belotti – è che ci troviamo di fronte ad un sistema economico ancora molto fragile. Il settore delle costruzioni non è crollato solo per l’effetto sisma. Tra credito e tassazioni, soprattutto per i giovani che decidono di diventare imprenditori, diventa una scalata quasi impossibile poter affermarsi e consolidarsi. È quanto mai indispensabili togliere i legacci della burocrazia Ecco perché è giunto il momento di fare fronte comune e affrontare questi problemi che rischiano di trascinarsi ancora per tanto tempo se non iniziamo a invertire la rotta».
«A questo proposito - ripetono insieme Benatti e Bellotti - che fine ha fatto il patto per Ferrara? Occorre caratterizzare la vocazione imprenditoriale del territorio, renderla chiara. Non ci togliamo dalla responsabilità, siamo convinti che sia necessario mettere in evidenza le peculiarità delle nostre imprese dalla meccanico dell’alto ferrarese, passando per la città capoluogo, fino al turismo nel litorale. I dati ci dicono che c’è bisogno di investimenti pubblici e privati per lo sviluppo del ferrarese con un circuito unico, che coinvolga tutti, che vada da Cento a Comacchio per mettere nelle condizioni migliori chi voglia investire nel territorio. Captare bene i segnali positivi che stanno venendo dalla meccanica al turismo. Dobbiamo avere più connessione territoriale, i collegamenti sono strategici. Importantissimo il tema delle viabilità che ha una serie di carenze infrastrutturali rilevanti. Si può ad esempio ripartire su questo settore dal libro bianco che “la Nuova Ferrara” ha consegnato al ministro Delrio sulla carente rete stradale di collegamento del ferrarese».
La Cna chiede quindi di arrivare in fretta ad avviare quel un patto per Ferrara che sappia coniugare le necessità delle imprese di tutto il territorio. «Si è perso troppo tempo e la crisi non è affatto superata».
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