Il perito anticipò la sua confessione
«La persona che ha commesso violenze ed omicidi sotto l’effetto di un raptus emotivo potrebbe aver bisogno di tempo per ricostruire i fatti accaduti in una sequenza logica...e gli stessi raptus...
«La persona che ha commesso violenze ed omicidi sotto l’effetto di un raptus emotivo potrebbe aver bisogno di tempo per ricostruire i fatti accaduti in una sequenza logica...e gli stessi raptus violenti non sono solo dei malati psichiatrici bensì possono essere commessi da tutti»: così scriveva Luciano Finotti, il medico psichiatra che ha stilato la perizia psichiatrica su Eder. E ha quasi anticipato la confessione che Eder ha offerto ieri, coi suoi ricordi emersi dal tempo, segreti finora negati a se stesso e a tutto il suo mondo (chi gli è vicino, la stessa famiglia). La perizia psichiatrica era stata voluta nei mesi scorsi dal pm Ciro Alberto Savino che voleva avere una indicazione tecnica sullo stato pscichiatrico di Eder per capirne meglio i confini. Indicati in modo preciso dal dottor Finotti: «al momento dei fatti, Eder non era in uno stato di mente da escludere o
scemare la sua capacità di intendere e volere». Insomma, lucido e presente, tanto che lo stato mentale di Eder, spiegava Finotti,
«è tale da consentirgli di poter partecipare al processo», esserne parte attiva, capirne i dettagli e tutto il resto. Dunque, al processo che si aprirà, Eder potrà presenziare un modo più che attivo. Ma occorre ricordare che questa “perizia” in realtà è una consulenza della procura e che - come spiegato in passato - gli avvocati difensori di Eder potrebbero chiedere una propria perizia psichiatrica o una perizia superpartes: il prossimo atto potrebbe essere questo.
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