Ecco il centro-destra Lega, Fdi e Fi sicuri «Governeremo noi»
Fabbri (Carroccio): Pd allo sfacelo, sa aiutare solo i migranti Balboni (Fratelli d’Italia): stop a questa sostituzione etnica
A voler essere pignoli, l’inizio non è stato dei migliori. Il centro-destra ferrarese si presenta in alta uniforme, ma il primo passo è falso: Paola Peruffo, coordinatrice provinciale di Forza Italia arriva, guarda il tavolo del relatori, e sbotta: «No - dice, rivolgendosi agli alleati di Lega e Fratelli d’Italia - . Per favore, adesso voi spostate i vostri vessilli e fate posto al mio di Forza Italia!». Il monito è talmente deciso che il nuovo tavolo è imbandito in pochi istanti. Si parte. E, per fortuna degli elettori del centro-destra ferrarese, il prosieguo induce ad un maggiore ottimismo. Tra gli effluvi “padani” (copyright Peruffo) della Degusteria Divina di Corso Porta Reno, si presentano i 3 candidati di spicco: l’ex senatore (3 legislature) Alberto Balboni (Fdi) candidato per il Senato nel collegio uninominale di Ferrara; Emanuele Cestari (Lega), candidato per la Camera nel collegio uninominale di Cento, e Maura Tomasi (Lega) candidata per la Camera nell’uninominale di Ferrara Mare. La leader provinciale azzurra apre: «I sondaggi dicono che saremo forza di Governo. Il lavoro da fare è tanto - ammonisce la Peruffo - , tanto quanti sono stati i danni prodotti dai Governi di centro-sinistra». Alan Fabbri, segretario provinciale della Lega, la butta più sui sentimenti: «Non perdiamo questa occasione per cambiare la storia del Paese e di Ferrara. Non scordiamo che il prossimo anno si voterà per le Comunali e vogliamo andare al governo di questa città. II Pd ed i suoi amici sono allo sfacelo. Loro pensano ad aiutare i migranti, noi a ridare la casa ai terremotati». Avanti, e parola a Mauro Malaguti, portavoce di Fdi: «Il centro-destra è l’unica coalizione che può arrivare al 40% dei consensi». Poi è la volta della Tomasi, di Comacchio: «Metto in cima alle priorità, qualora fossi eletta, il tema della sicurezza perché credo che questa sia oggi la grande emergenza di Ferrara. Poi, come donna, non posso dimenticare la violenza contro le donne: serve un diverso sistema giudiziario che le tuteli maggiormente». Balboni l’aria del Senato l’ha già respirata, non gli ha fatto male e crede di potercela fare: «Cercheremo di dare il meglio di noi - dice - , in questi colleghi elettorali senza alcuna giustificazione come omogeneità territoriale. I sindaci del Pd hanno fatto disastri, non accorgendosi che in Italia, e quindi anche qui a Ferrara, è in corso una sostituzione etnica. Fra 30 anni gli italiani saranno in minoranza e non è questa l’Italia che io voglio. Abbiamo un tasso di natalità tra i più bassi del mondo, oggi fare un figlio in Italia è diventato un lusso e io non voglio che sia così - ha proseguito l’ex senatore - . I nostri giovani non vogliono le mance di Renzi. Se eletto - ha concluso - lavorerò su 2 fronti: allargare lo spettro della legittima difesa personale, e limitare i termini legislativi che consentono l’arrivo di migranti. Due le alternative dopo il voto: o la totale ingovernabilità, o la vittoria del centro-destra». Infine, Cestari: «Non facciamo estinguere gli italiani - tuona - , eliminiamo la vergogna di uno Stato che preleva dalla tasche dei suoi imprenditori il 63% di quello che guadagnano».
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