I martiri delle foibe ricordati presenti Fdi e CasaPound
Una cerimonia nel Giorno del Ricordo (istituito dallo Stato italiano nel 2005) per rendere omaggio alle oltre 11 mila persone uccise nel massacro ai danni della popolazione italiana della Venezia...
Una cerimonia nel Giorno del Ricordo (istituito dallo Stato italiano nel 2005) per rendere omaggio alle oltre 11 mila persone uccise nel massacro ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, massacri avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra, ad opera dei comitati popolari di liberazione jugoslavi. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici dove furono gettati molti dei corpi delle vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, "foibe". E alla cerimonia di ieri mattina alla rotonda di Corso Isonzo erano presenti esponenti di Fratelli d’Italia e di CasaPound, organizzazione politica di estrema destra. Il fenomeno dei massacri delle foibe è da inquadrare storicamente nell'ambito della secolare disputa tra italiani e popoli slavi per il possesso delle terre dell'Adriatico orientale, nelle lotte intestine tra i popoli che vivevano in quell'area. La delegazione di Fdi era guidata da Alberto Balboni e da Mauro Malaguti: «Vogliamo ricordare - hanno detto i due esponenti - le migliaia di bambini, donne e uomini che, nelle terre di Istria, Fiume e Dalmazia furono cacciati dalle loro case, assassinati, gettati vivi nelle profonde gole chiamate foibe dalle milizie del maresciallo Tito, vittime di una pulizia etnica a partire dal 1943. È importante non dimenticare - hanno detto Balboni e Malaguti - anche i 350 mila esuli che fuggirono dalla loro terra natia per poter aver salva la vita e non rinnegare la propria Patria: nella maggior parte dei casi per essere poi accolti come “diversi” dai propri connazionali. È indispensabile - hanno concluso i due esponenti di Fratelli d’Italia - in questo 2018 riuscire finalmente a costruire una memoria storica condivisa per poter superare le posizioni ideologiche preconcette che a lungo hanno impedito il sorgere della verità e che addirittura si parlasse di questi temi». (m.puli.)
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