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«La Vm ha bisogno di maggior attenzione dalle istituzioni»

«La Vm ha bisogno di maggior attenzione dalle istituzioni»

Intervento duro di Lodi (Cgil): i risultati sono stati nascosti «Salgono le restrizioni ambientali, a rischio il lavoro di tanti»

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CENTO . Le novità emerse nelle ultime settimane che riguardano il gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles) pongono riflessioni e domande da parte di Samuele Lodi, segretario provinciale della Fiom-Cgil.

Dai risultati ottenuti da Marchionne, alle scelte strategiche e di investimenti annunciate, emerge come l’Italia sia sempre meno centrale nelle dinamiche del gruppo. «E, in questo contesto - esordisce Lodi - il silenzio e l’assenza della politica, delle istituzioni ai diversi livelli e l’atteggiamento dell’informazione nelle sue diverse forme, risultano essere incomprensibili e colpevoli. I tanto decantati risultati finanziari di Fca, che vanno dal dimezzamento dei debiti, al raddoppio dei profitti, non possono nascondere i risultati industriali del gruppo».

L’obiettivo della saturazione degli impianti italiani, da raggiungere nel 2018 secondo il piano industriale, «è ben lontano dall’essere raggiunto. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali è ancora molto spinto. Il rallentamento, poi, dell’uscita di nuovi modelli rende il quadro di prospettiva molto cupo».

Lodi interviene poi sulla questione riguardante lo stabilimento centese: «Anche sullo stabilimento Vm di Cento le incognite sono oggettive: si vuole continuare ad ignorare il tema? Si vuole continuare a non porsi il dubbio che uno stabilimento che produce motori diesel e che occupa oltre 1.200 lavoratori, forse, meriterebbe maggiore attenzione da parte delle istituzioni relativamente al tema dell’impatto ambientale di tale motorizzazione e delle conseguenti restrizioni che sempre più città e governi europei stanno adottando per limitarne la circolazione? Se a tutto ciò si aggiunge poi la decisione di procedere allo scorporo dal gruppo di Magneti Marelli, la prospettiva è quella di una Fca azzerata nei debiti ma senza risorse tecnologiche e di sviluppo necessarie per un futuro tranquillo». Oltre oceano, invece, «investimenti e prospettive del gruppo non sono carenti: nuovi impianti di produzione, accordo con Google per lo sviluppo dell’auto con guida autonoma. Ora, di fronte a tutto questo, non è più tollerabile l’assenza delle istituzioni, a partire dal governo fino ai livelli locali. Sono necessari un tavolo al Mise, tavoli regionali e comunali là dove insistono stabilimenti del gruppo. Questo perché il settore è ancora fondamentale per le economie».

Un’altra questione affrontata da Lodi riguarda l’emarginazione democratica in Fca. «Con la cancellazione della contrattazione, la negazione per i lavoratori di determinare, attraverso il confronto, le proprie condizioni, e la messa all’angolo della Fiom, derubricando il tutto ad una questione prettamente sindacale, sarebbe doveroso, però, occuparsi del futuro del gruppo in Italia e quindi del futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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