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Tutti in chiesa per l’addio a “Sga”

Tutti in chiesa per l’addio a “Sga”

Poggio Renatico, la comunità ha dato l’ultimo saluto al compaesano deceduto la settimana scorsa

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POGGIO RENATICO. Chiesa gremita ieri pomeriggio a Poggio Renatico per dare l’ultimo saluto a Michele Miraglia, il 53enne poggese morto la scorsa domenica in un incidente stradale avvenuto intorno le tre del mattino mentre tornava a casa.

Già prima dell’orario fissato per la cerimonia funebre (14.30) un consistente numero di persone ha raggiunto la chiesa provvisoria di Poggio Renatico, a testimonianza dell’affetto che tanti concittadini provavano per lui. “Sga”, così era soprannominato in paese, un soprannome “antico” che affondava le sue radici ai tempi della scuola e prima ancora a quelli del padre, carabiniere per anni in servizio sul territorio e deceduto nel 2009. Miraglia, per tutti “Sga”, era un assiduo frequentatore della piazza. Il bar Irene era locale di riferimento per il 53enne, era tra quei muri che si ritrovava più spesso con i suoi amici e conoscenti di Poggio. In attesa dell’arrivo del feretro molti hanno ricordato gli ultimi momenti trascorsi insieme all’amico defunto.

Altri, invece, dopo aver visto il luogo teatro della tragedia continuavano a chiedersi come fosse stato possibile che l’incidente avesse avuto una fine così tragica. Miraglia aveva perso il controllo dell’auto ed era finito contro il guardarail dalla parte opposta della strada. La Fiat Punto su cui viaggiava si è scontrata con la barriera e per il conducente non c’è stato nulla da fare.

Tra ricordi, sorrisi e lacrime la gente ha voluto, attraverso la propria presenza, testimoniare affetto e vicinanza ai familiari dell’uomo scomparso. Miraglia, che da tempo viveva con la madre, ha lasciato lei e una figlia adolescente avuta con l’ex moglie. E poi è arrivato il momento di entrare in chiesa e prendere posizione. I primi banchi vicino l’altare erano occupati da Bruna, l’anziana madre, dal fratello di “Sga” (di alcuni anni più giovane) e da Alice, la figlia sedicenne. Attorno tantissime persone, sedute e in piedi.

«Gesù - ha detto durante l’omelia don Roberto Pedrini - vincitore del peccato e della morte ci ha preceduto nell’altra vita per dire che dove si trova lui anche noi mortali saremo uniti nella sua gloria. Il credente, davanti al feretro di Michele, trova la forza per superare questo momento di dolore, perché sa che siamo nati per la vita presente ma dobbiamo rinascere per quella futura. Tutti si deve pensar che le cose visibili sono di questo momento, quelle invisibili sono eterne».

Un messaggio sentito, rivolto a tutti i credente per spiegare che, per quanto può rattristare il pensiero della morte, comunque deve consolare il sapere dell’accoglienza nell’altra vita.

Al termine della cerimonia, e una volta fuori dalla chiesa provvisoria, sono stati tanti coloro che hanno voluto regalare una carezza, un saluto a Michele Miraglia. Poi il feretro ha lasciato Poggio Renatico ed è stato trasportato all’ara crematoria di Ferrara.

Giuliano Barbieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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