La nuova sede dell’Avis all’interno del castello
Poggio Renatico, i progetti sono pronti: a breve si procederà con il restauro. Ambulatori all’avanguardia e a norma seguendo le nuove disposizioni di legge
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POGGIO RENATICO. La ferita in piazza a Poggio Renatico resta aperta ed anche se sono passati sei anni dal terremoto, quello squarcio, il Castello chiuso e l’orologio che non segna più le ore sono un tuffo al cuore ogni volta che ci si passa davanti.
Ma per quanto tutto possa sembrare immobile all’esterno, dentro agli uffici c’è fermento, i soldi sono stati trovati e i progetti prendono forma. Tra i tanti, uno merita particolare attenzione ed è la realizzazione della nuova sede dell’Avis proprio al piano terra del Castello Lambertini. In realtà il progetto è molto più ampio. L’idea di fondo è quella di restituire la struttura ai cittadini, dando loro dei servizi importanti a portata di mano. Ecco quindi che nel piano in questione verrà ospitata ancora la sede della polizia municipale, ma anche tutta una serie di ambulatori medici. Una sorta di Polo sanitario dove troveranno spazio i medici di base, il Cup, la Guardia medica ed eventuali altri servizi in convenzione. Ma soprattutto anche l’Avis locale avrà la sua sede, sede che risponderà a quanto imposto dalla nuova normativa che prevede ambulatori attrezzati e di un certo tipo per le donazioni.
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«Saranno tutti locali che rispondono al nuovo percorso di accreditamento alla luce dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per le unità di raccolta del sangue – spiega il sindaco Daniele Garuti –. Un centro di fondamentale importante sia per Poggio, che per le realtà vicine. Per fortuna da noi il numero di donatori cresce, l’Avis è una realtà che va sostenuta in ogni modo possibile».
E per quanto riguarda il resto? «Un punto di riferimento importante per i cittadini, con medici a disposizione nel cuore pulsante del paese. Insomma, quello che è crollato dovrà rinascere con qualcosa in più, mettendo al centro le categorie più deboli e svantaggiate, come anche i volontari».
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