Una pista non a norma: e nessuno sapeva
Italba, lo sfogo dei gestori: «Ci hanno dato tutti i permessi e adesso dicono che dobbiamo chiudere»
ITALBA. È angosciato il signor Roberto, gestore della pista di motocross di Italba. Tra pochi giorni potrebbe vedere sfumare il suo lavoro, il suo futuro e gli investimenti di una vita e tutto «per un cavillo burocratico, per un qualcosa che non dipende nemmeno da noi». La vicenda che ruota attorno alla pista di Italba è quantomeno singolare. Dodici anni fa gli attuali gestori hanno preso in affitto il terreno dal Cum (Consorzio uomini Massenzatica), terreno “ad uso sportivo” avevano assicurato e non c’è mai stato motivo di dubitare, perché «tutti i permessi ci sono stati concessi, il Comune ci ha dato il via libera per recintare l’area e certo la nostra non è una attività che può passare inosservata».
Poi le cose sono precipitate, si è aperto un contenzioso tra i gestori e i proprietari come anche tra questi e il Comune di Mesola e sarebbe emerso che il terreno non è norma. In quell’area una pista da motocross non ci dovrebbe stare. Possibile che in dodici anni nessuno se ne sia mai accorto? E se così è davvero, che tipo di danni sono stati fatti in quell’area senza che i gestori fossero al corrente di nulla? Insomma, le moto si sentono e si vedono, quello di Italba è uno dei circuiti più conosciuti e in teoria i controlli andrebbero fatti costantemente, vista anche la zona che rientra in quelle di pre Parco e quindi soggette a limitazioni importanti. «E noi adesso cosa facciamo - si chiedono i gestori -? Dove andranno a finire anni e anni di sacrifici? Qualcuno ci deve rispondere, ci deve spiegare cosa sta succedendo».
E ancora, «abbiamo tutta una serie di gare, di eventi a livello nazionale da curare. Senza permessi come facciamo? Salta tutto? Ci sembra di sognare. Anzi no, è unvero e proprio incubo...».
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