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Ferrara

camera di commercio 

Già esaurito il fondo Impresa 4.0

Assegnati in un mese contributi per 300mila alle aziende ferraresi

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Investimenti per oltre 300mila euro. Utilizzati in poco più di un mese tutti i fondi per progetti “Impresa 4.0”. La Camera di commercio, a dispetto di territori ben più grandi di quello di Ferrara, ha visto le proprie risorse interamente utilizzate dalle imprese ferraresi per l’introduzione di nuovi modelli organizzativi, soluzioni per la manifattura avanzata e additiva, la cybersicurezza, sistemi di e-commerce e di pagamento mobile, la fidelizzazione della clientela e l’automazione dei processi.

Un impegno pubblico, quello lanciato dall’Ente di Largo Castello, di 450mila euro, distribuito in 3 anni tra il 2017 e il 2019 per incentivare gli investimenti privati su tecnologie e beni 4.0, aumentare la spesa privata in Ricerca e Innovazione e rafforzare la finanza a supporto della digitalizzazione aziendale. Camera di commercio, peraltro, che è già al lavoro nella messa a punto, in sinergia con le associazioni di categoria, di un Bando multidisciplinare volto a consentire a ciascun imprenditore la possibilità di ottenere il finanziamento nel momento in cui serva o quando vivano una situazione straordinaria non preventivabile.

«Ringrazio tutti i sindaci, che stiamo incontrando in questi giorni - ha evidenziato Govoni – per la disponibilità assicuratami a valutare un eventuale cofinanziamento dell’intervento al fine di favorire una addizionalità delle risorse ed una maggiore qualificazione dei progetti di investimento presentati dalle imprese».

Commercio (40%), Artigianato (30%), Industria (15%) e Turismo (15%) i settori più coinvolti, per investimenti programmati superiori ai 300mila euro. Ma la ricaduta è doppia, sottolinea la Camera di commercio: in oltre il 55% dei casi, infatti, la consulenza è stata fornita da imprese del territorio, da quel terziario innovativo sempre più di supporto, in particolare, al comparto manifatturiero del Centese e «in cui conta - ha concluso il presidente della Camera di commercio - la conoscenza che sta nel cervello degli uomini e non nelle macchine e in cui le cose acquistano valore non tanto per le prestazioni materiali che forniscono quanto per i significati, le esperienze, i servizi a cui danno accesso».



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