Terreni per rilanciare l’agricoltura
Area ex Fante, avviso pubblico del Comune. Il sogno è il Distretto bio
MIGLIARO. I primi passi concreti sono stati mossi e la recente apertura dell’avviso pubblico (in scadenza il 20 marzo) ne è la testimonianza. I terreni agricoli (circa 120 ettari) e le strutture dell’ex azienda “Fante” in località Migliaro, saranno assegnati in concessione d’uso onerosa e torneranno a essere un punto fondamentale per il territorio fiscagliese dopo anni di attesa. Una valorizzazione futura e progettuale, una sfida sicuramente innovativa che ha soddisfatto l’amministrazione locale con il sindaco Sabina Mucchi e il suo vice Fabio Tosi. «Stiamo parlando di terreni di proprietà comunale – spiega il sindaco –, la cui volontà di valorizzazione era stata dichiarata già da prima del nostro mandato. Ritenevamo un peccato cedere un patrimonio del genere anche se poteva diventare appetibile per recuperare importanti risorse. Tuttavia il nostro pensiero è stato mirato alla volontà di creare un’opportunità per valorizzare la tematica agricola e tutto ciò che ci sta attorno, essendo una peculiarità forte della nostra zona». «Stiamo parlando di valori – spiega la Mucchi – dove s’insediano anche possibilità di occupazione. L’agricoltura è fatta di sogni, di valori, d’identità ed è la memoria storica del territorio e va mantenuta».
È il caso di ricordare che l’enorme sito agricolo inizialmente era del ministero, poi dal 1990 è diventato di proprietà comunale e da circa otto anni ospitava solo la coltivazione di erba medica. «Diciamo – commenta il sindaco – che vi sono stati diversi cambiamenti e passaggi che hanno richiesto più tempo per agire nella creazione di un progetto per far rinascere realmente il tutto. Nel frattempo abbiamo lavorato e contestualmente sono usciti i bandi europei per lo sviluppo rurale ».
La spiegazione è proseguita con l’intervento del vice sindaco Tosi: «Abbiamo creato un documento di gara basato sulla valorizzazione e sulla progettualità, capace di diventare un’opportunità per il territorio e per la collettività data l’importanza dell’ex “Fante”. Stiamo parlando di circa 120 ettari di terreno agricolo utilizzabile e di fatto il bene è in un unico corpo. Superfici analoghe, condotte in regime biologico, sono difficili da trovare anche a livello regionale».
«Volutamente – continua Tosi – non abbiamo fatto una concessione tradizionale proprio perché vogliamo ottenere il massimo da questo patrimonio. I punteggi della gara riguarderanno diversi aspetti mirati. Innanzitutto la valorizzazione, poi il soggetto presentante (sarà favorita la rete d’impresa con l’aggregazione di più soggetti, ndr), senza dimenticare il discorso occupazionale visto che saranno premiati piani colturali dove sarà richiesta tanta manodopera. Il sogno è quello di instaurare una realtà che possa dar il via a un “Distretto Bio». (a.d.)
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