Ferrara-Ravenna, riparte la fusione
Il decreto è alla firma del ministro, il 10 aprile al via il semestre costitutivo
Il decreto per la riforma del riordino delle Camere di Commercio è alla firma del ministro Calenda e, una volta esecutivo, il prossimo 10 aprile riprenderà il processo di fusione che porterà alla costituzione di un’unica Camera di commercio tra le province di Ferrara e Ravenna. Il processo di fusione si era bruscamente interrotto alla fine dello scorso anno, quando la Corte Costituzionale aveva accolto il ricordo di quattro regioni perché il decreto non aveva completato l’iter che prevedeva l’acquisizione formale di un’intesa in sede di conferenza Stato-Regioni, un passaggio che non c’è stato e che invece è considerato obbligatorio.
La situazione è stata sbloccata però con l’intervento del Consiglio di Ministri, che anche in assenza di una consultazione nella conferenza Stato Regione, può autorizzare il ministro dello sviluppo economico a firmare il decreto per la riorganizzazione camerale. Ed è quello che è avvenuto la scorsa settimane, con una firma di Calenda che è attesa da un momento all’altro. In sede di Unioncamere ieri poi sono state date alcune direttive e scadenza. Si presume a questo punto che la data entro la quale i commissari ad acta dovranno avviare le procedure sia il 10 aprile. I dati che le associazioni dovranno prendere a riferimento saranno quelli dell’anno 2017 e non più il valori del 2016. In questo modo si calcoleranno i pesi numeri delle varie associazioni per la composizione del nuovo consiglio e della nuova giunta. E su questo punto c’era stato uno scontro sulla scelta del presidente tra le associazioni ferraresi. Confermata quindi la fusione tra Ferrara e Ravenna e confermato anche il commissario ad acta, Mauro Giannattasio, che ha il compito di avviare le procedure di un semestre costitutivo che a questo punto porterà il prossimo ottobre, salvo sorprese, alla nuova Camera.
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