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I sindacati: niente esuberi Acri: Fondazione deve calare

I sindacati: niente esuberi Acri: Fondazione deve calare

La lettera di un gruppo di imprenditori e soci della CariCente, inviata alla Fondazione bancaria nella quale si chiedeva a chi giovasse quella che definiscono una “svendita” della CariCento alla...

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La lettera di un gruppo di imprenditori e soci della CariCente, inviata alla Fondazione bancaria nella quale si chiedeva a chi giovasse quella che definiscono una “svendita” della CariCento alla Banca Popolare di Sondrio ha creato molte reazioni negli ambienti bancari e non solo centesi. Le rappresentanze sindacali aziendali di Fabi, First e Fisac della Cassa Risparmio di Cento smentiscono categoricamente le sedicenti “voci sindacali” riguardo a possibili cento esuberi che scaturirebbero dalla cessione dalla Cassa Risparmio di Cento spa a Banca Popolare Sondrio.

«Ad oggi – sottilineano i sindacati - non siamo al corrente di nessun piano esuberi, anzi ribadiamo con forza che in nessun tavolo sindacale e in nessun incontro con la direzione aziendale della Cassa Risparmio di Cento si è mai discusso di esuberi. Di conseguenza condanniamo fermamente qualsivoglia illazione, il cui unico risultato sarebbe quello di ingenerare tensione e preoccupazione tra i lavoratori». «Seguiremo – concludono i sindacati - comunque con attenzione l'evoluzione dell'assetto societario di Cassa Risparmio e faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per garantire la piena occupazione, il benessere dei dipendenti e del territorio».

La lettera aperta alla Fondazione CariCento ha fatto intervenire anche il direttore generale dell’Acri, Giorgio Righetti, che corregge i firmatari della lettera nella quale sostenevano che il protocollo tra Acri e Mef del 22 aprile 2015 sottoscritto dalla medesima Fondazione bancaria centese non sarebbe obbligatorio in quanto non deriva da una disposizione legislativa.

«Al riguardo - spiega Righetti - corre l’obbligo di precisare che il predetto protocollo, contrariamente a quanto affermato, è vincolante per le parti, in quanto atto negoziale liberamente sottoscritto dalle Fondazioni e dal Mef. A ciò si aggiunga, che il principio di diversificazione del patrimonio non solo è richiamato nella legge di riferimento delle Fondazioni (d.lgs. n. 153 del 1999) ma rappresenta una specifica norma statutaria anche di Fondazione Caricento. Per gli Organi della Fondazione, quindi, l’attuazione del protocollo costituisce una specifica responsabilità sulla cui implementazione vigila il Ministero dell’economia e delle finanze».

Intanto Marco Mattarelli, presidente dei piccoli azionisti, richiama senza mezzi termini i firmatari della lettera alla Fondazione: «Già a ottobre avevo sollecitato gli imprenditori centesi, perché intervenissero per acquistare la Cassa. Ma non sono arrivate risposte. Ora questa lettera. Ma il fatto è che non serve raccogliere firme, se si vuol far qualcosa, allora si raccolgano soldi: servono dai 60 milioni in su per rilevare il pacchetto di azioni... se i centesi tengono alla Cassa...».

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