«La morte di Valerio Verri? Non è un danno accettabile»
Ieri in tribunale la discussione sulla vicenda della guardia uccisa da Igor nel Mezzano Il legale e i figli al giudice: la tragedia si poteva evitare, non archiviate le nostre accuse
E’ una delle code giudiziarie della saga di Igor il russo, una delle tante tragedie che il pluriomicida ha lasciato dietro di sè in mezza Europa: la morte di Valerio Verri sulla quale i figli chiedono conto alle autorità, denunciando che «la morte di nostro padre si poteva evitare, poichè è stato mandato allo sbaraglio». Verri venne ucciso l’8 aprile scorso da Igor, nel Mezzano, una settimana dopo l’omicidio di Davide Fabbri ucciso a Budrio l’1 aprile. Verri venne ucciso durante un servizio di controllo di polizia ambientale nel Mezzano, controlli che vennero bloccati solo dopo la morte di Verri: perchè non venne deciso prima lo stop? Non vi fu una sottovalutazione al pericolo di un killer in giro come Igor che si sapeva battesse la zona tra Argenta e il Mezzano?
Ieri, in tribunale, davanti al giudice Carlo Negri si è discussa l’udienza con cui i figli e il loro legale Fabio Anselmo si sono opposti alla richiesta di archiviazione della procura alle accuse dei Verri. All’udienza di ieri, dopo un confronto di un’ora e mezza, il giudice si è riservato la decisione che verrà resa nota nei prossimi giorni. Il giudice dovrà valutare l’atto della famiglia Verri in cui sostengono esservi stata una mancanza di informazioni tra inquirenti, i carabinieri di Ferrara e altre autorità di Polizia, prefettura, Provincia, e questo “silenzio” portò a non lanciare l’allarme della presenza, pericolosa, di Igor Vaclavic/Norbert Feher in giro per il Mezzano, dove venne poi ucciso Verri. Tanto che i servizi di controllo della polizia ambientale nella provincia ferrarese vennero sospesi solo dopo la morte di Verri. E allora, secondo la tesi della famiglia la morte di Valerio Verri è configurabile come conseguenza del delitto di rifiuto d’atti d’ufficio (le mancate comunicazioni tra autorità delle indagini su Igor).
Lo stesso legale, Fabio Anselmo, ha spiegato dopo l’udienza (a porte chiuse) che «tra le giustificazioni della Procura, riguardo l’omessa informativa a Prefetto e Questore da parte del comando Provinciale dei Carabinieri, vi sarebbe stata la salvaguardia, nel bilanciamento degli opposti interessi in gioco, del segreto investigativo».
Insomma, c’erano indagini concitate in corso nei primi giorni su Igor e occorreva il massimo riserbo. Questo è quanto sostiene la procura e credo - aggiunge il legale - «che ciò porterebbe a considerare l’uccisione di Valerio Verri come un danno collaterale accettabile. Francamente non credo che nel nostro ordinamento si possa permettere di considerare il diritto alla salute, alla vita ed alla integrità fisica come subalterno alle esigenze investigative». E concludendo il legale ha spiegato: «La legge è e deve essere uguale per tutti ed ogni cittadino deve essere considerato uguale di fronte ad essa, chiunque esso sia e qualsiasi ruolo ricopra. La morte di Valerio Verri, ritengo, si poteva e si doveva evitare».
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