Lavori utili, progetto con 15 profughi
Per quasi due mesi, con rastrelli, scope e bidoni, hanno estirpato le erbacce dagli angoli delle strade. A quindici richiedenti asilo africani ieri mattina in municipio è stato consegnato un...
Per quasi due mesi, con rastrelli, scope e bidoni, hanno estirpato le erbacce dagli angoli delle strade. A quindici richiedenti asilo africani ieri mattina in municipio è stato consegnato un attestato, una forma di riconoscimento per il loro lavoro gratuito e volontario nell’ambito di un progetto sperimentale finalizzato alla manutenzione delle aree verdi lanciato dal Comune, in collaborazione con Asp e Ferrara Tua. «Ci si chiede spesso – dice il sindaco Tiziano Tagliani - perché non si impiegano questi ospiti in attività produttive. Ecco un esempio di integrazione non conflittuale ma di valore aggiunto, anche se non è facile superare ostacoli di carattere normativo come le assicurazioni e la sicurezza sul lavoro: lo abbiamo fatto in accordo con la prefettura. Questi ragazzi hanno la volontà di sentirsi utili e poi diciamolo, strappare le erbacce sotto casa non lo fa nessuno dei residenti».
I partecipanti hanno dai 18 ai 30 anni, arrivano da Costa d’Avorio, Ghana, Congo, Nigeria e Guinea, e sono ospitati all’hub di Pontelagoscuro. Tra novembre e dicembre, per quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì, hanno lavorato seguiti da tre tutor selezionati dalle liste di disoccupazione e che hanno ottenuto borse lavoro. «Sono bravi ragazzi e si sono impegnati come noi – raccontano i tutor dei profughi -. Abbiamo avuto solo qualche problema di comunicazione, superato a gesti. Dai ferraresi c’è stato un buon riscontro: tranne qualche commento negativo sporadico, la gente era contenta e qualcuno è anche uscito di casa per portarci da mangiare, per ringraziare». L’assessore Chiara Sapigni parla di «esperienza positiva, che sarà ripetuta a breve e magari allargata ad altri gestori per renderla ancora più diffusa». Il collega Aldo Modonesi pensa ad un affiancamento a Hera per la cura delle isole ecologiche e aggiunge che «si è deciso di presentare il progetto a lavoro concluso per dimostrare a tutti, anche a noi stessi, che è una cosa normale e che non necessita di essere strumentalizzata in campagna elettorale con il rischio di trovarci dirette Facebook, lettere sui giornali e prese di posizione più o meno indignate». L'attività di monitoraggio del progetto è stata curata Andrea Squerzanti (psicologo) e Martina Lazzari (educatrice Asp), coadiuvati dalla coordinatrice dell'Area richiedenti protezione internazionale di Asp, Valentina Marzola.
Fabio Terminal
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