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«Mio figlio disabile non rivedibile deve provarlo ogni anno»

«Hera mi chiede di presentare annualmente la certificazione idonea a farmi ottenere la quota supplettiva di conferimenti, quando un’idonea commissione medico-legale ha riconosciuto e certificato per...

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«Hera mi chiede di presentare annualmente la certificazione idonea a farmi ottenere la quota supplettiva di conferimenti, quando un’idonea commissione medico-legale ha riconosciuto e certificato per mio figlio la non rivedibilità della patologia, visto il suo stato di gravità. In pratica, non guarirà mai». È una denuncia dolorosa, quella del padre di un sedicenne «disabile grave e utilizzatore assoluto dei presidi sanitari», che entra nelle pieghe di regole non così neutre come potrebbero sembrare. Il gestore del sistema rifiuti, infatti, per assegnare i bonus supplettivi di aperture calotte, tratta alla stessa maniera chi usa pannoloni per una patologia temporanea e chi vi è invece costretto a vita. Chiede cioè ad entrambe le categorie di rinnovare le richieste anno dopo anno, anche chi è nelle condizioni certificate di non poter migliorare. «Questa è una discrasia supplementare, che aggiunge un’incombenza burocratica non necessaria, per la quale vedo tante sfumature di tipica italianità» conclude amaramente il padre del ragazzo.

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