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«Tanti morosi a Bondeno le cose devono cambiare»

di Samuele Govoni
«Tanti morosi a Bondeno le cose devono cambiare»

Sindaco e assessore: aiuteremo le famiglie in difficoltà ma chi può deve pagare Il segretario Pd: non creiamo disagi ai bambini per le questioni economiche

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BONDENO. «Nessun bambino resterà a “bocca asciutta”, questo deve essere chiaro. Però non possiamo continuare ad avere famiglie che usufruiscono del servizio mensa senza pagarlo. Il concetto è: pagare tutti per pagare meno». A dirlo è il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, che alla vigilia del consiglio comunale spiega il perché del nuovo provvedimento anti morosità che prevede di escludere da tutti i servizi extra (trasporti e nido compresi) chi non paga le rette.

«Chi si trova sotto la soglia di povertà ovviamente è escluso da questi provvedimenti perché per loro c’è il Comune, capace attraverso i suoi strumenti di far fronte a esigenze ed emergenze. Noi - spiega il primo cittadino di Bondeno - ci rivolgiamo a coloro che possono pagare ma che per un motivo o per l’altro non lo fanno. Usufruire di un servizio senza pagarlo è scorretto e i costi vanno ad aggravarsi sulle spalle di chi invece paga regolarmente e non è corretto». A proposito di questo provvedimento salta agli occhi il fatto che, tra i vari servizi, in discussione per i morosi ci sia anche la mensa. «La tariffa giornaliera per la mensa - dice Francesca Poltronieri, assessore alla scuola - va da un minimo di 2 euro a un massimo di 5.10, a seconda delle fasce di reddito. Purtroppo i casi di morosità sono tanti e spesso diversi per questo stiamo redigendo un documento che ci possa permettere di avere un quadro preciso della situazione». Se la delibera dovesse essere approvata i morosi non potranno più usufruire dei servizi scolastici fino a quando non verranno saldati i debiti. «In caso di approvazione questo provvedimento potrebbe entrare in vigore da settembre non dall’oggi al domani. Per questo ne parliamo ora - spiega Bergamini - per dare la possibilità alle famiglie di organizzarsi». Le famiglie che non si dovessero più avvalere del servizio mensa dovranno andare a prendere il proprio figlio o la propria figlia da scuola e poi riportarlo/a per l’inizio delle lezioni pomeridiane. «Una cosa complicata - sostiene Tommaso Corradi, segretario del Pd - perché se una famiglia si avvale del servizio mensa, si presuppone che sia perché non riesce ad occuparsi dei propri figli nel corso della giornata; spesso per motivi di lavoro. In quel caso come ci si comporterebbe? Noi ci troviamo d’accordo con il principio espresso dall’amministrazione, i servizi vanno pagati, ma non vorremmo che si venissero a creare situazioni di disagio tra coloro che con tasse e pagamenti non c’entrano niente, ovvero i bambini». Il principio che ora si vorrebbe attuare sulla mensa, prima è stato attuato sul trasporto scolastico «e le cose sono nettamente migliorate». «Le persone - continua l’assessore Poltronieri - hanno capito che se volevano continuare ad utilizzare il servizio lo dovevano pagare; oggi le cose vanno meglio, significa che il percorso intrapreso è corretto».

Per quanto riguarda il servizio mensa, ci sarebbero morosi sia nelle fasce di reddito minore sia tra quelle che pagano il servizio a prezzo pieno. «Com’è stato possibile - chiede Corradi - essere arrivati al punto di avere un buco di 35mila euro solo per quanto riguarda il tempo pieno? Se questi soldi li sommiamo agli altri servizi, e agli altri morosi, a che cifra arriviamo? Perché si è arrivati a questo? Speriamo che in consiglio vengano date risposte».

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