Errani: basta precariato Leu mai con la destra
L’ex presidente emiliano, candidato al Senato, parla di programma e alleanze «Siamo riformisti, vogliamo incidere. Priorità a lavoro, welfare e sanità»
Organici alla coalizione di centro sinistra in Regione, avversari agguerriti nella competizione politica del 4 marzo, possibili alleati per la tornata amministrativa 2019. Le geometrie variabili di Liberi e Uguali lungo l’asse Ferrara-Bologna-Roma si spiegano con una «valutazione laica della proposta politica» dei possibili compagni di viaggio, poiché la lista unitaria di Mdp Si e Possibile, con Pietro Grasso candidato premier, è «una forza che viene dalla tradizione riformista, sinistra di governo che vuole incidere sulla realtà», mica mera testimonianza. Pensieri e parole dell’ex presidente della Regione Vasco Errani, che a Bologna sfida Casini (e Brunelli del centrodestra e Montevecchi dei M5s) nell’uninominale, e che sulle schede che saranno consegnate agli elettori ferraresi è capolista al Senato. Capolista nel collegio 1, che tiene l’intera Romagna, il Bolognese e la parte della provincia estense che va dal capoluogo al mare. Fuori Cento e gli altri quattro comuni del cratere, quelli che più lo hanno visto protagonista come Commissario alla ricostruzione. «Sono candidato a casa, nella mia terra, come è giusto che sia», chiosa, raccontando scelte e prospettive politiche.
Errani, lei è candidato in una terra che mantiene una tradizione democratica forte...
Mi considero figlio di questa grande esperienza - e credo di aver contribuito - che è moderna ed essenziale per affrontare la rivoluzione tecnologica, la questione ambientale, le sfide del lavoro e le altre grandi questioni che vanno affrontate. Qui abbiamo gli attrezzi per farlo.
Cosa vi distingue dal Pd?
Il Pd non ha risposte convincenti. Lo testimoniano le scelte compiute in questi anni, come il Jobs Act annunciato come riforma contro il precariato e che invece ha accelerato le dinamiche di precarizzazione del lavoro. Hanno ridotto i diritti.
Quale ricetta alternativa propone Leu per la competitività?
Occorre favorire una relazione virtuosa tra il lavoro e l’impresa, come ha fatto la Germania. Qui invece si continua a scaricare ogni problema sul lavoro, alimentando - lo ripeto la precarizzazione.
A Renzi avete contestato anche i bonus.
Che non sono risposte sufficienti. Nel lavoro, come nel welfare. La nostra società sta invecchiando rapidamente, c’è una questione demografica enorme che non può essere fronteggiata a colpi di bonus bebè, ma garantendo sicurezza in ambito lavorativo, servizi per la famiglia e politiche pubbliche per la casa.
Il Pd si è appellato al voto utile, dice che ogni scheda per voi è un aiuto a destre e populismi. Cosa risponde?
Che Leu offre una certezza agli elettori: con il loro voto eleggeranno rappresentanti che porteranno avanti coerentemente le loro idee.
Avrà notato i tanti monumenti “incerottati” e vietati ai turisti per i lavori post-sisma. Pentito di aver dato priorità a fabbriche, poi alle case?
Attribuisco grande valore alla ricostruzione emiliana, anche perché è stata pensata e realizzata assieme alle comunità. La scelta di pensare prima a scuole e lavoro è stata giusta, e poi Castello e Teatro hanno già visto cantieri importanti. Ecco, uno sforzo comunitario così coerente servirebbe anche oggi.
Che messaggio lancia agli azzerati di Carife?
Auspico che i procedimenti in corso facciano piena luce sulle responsabilità e dico che i piccoli azionisti, che per noi sono risparmiatori traditi, non speculatori, debbono veder riconosciuti i propri diritti.
Cosa accadrà il 5 marzo? Ritiene possibile una convergenza con i Cinque stelle?
Non saremo mai con la destra. Per il resto siamo pronti a dialogare con tutte le forze che accettano il nostro programma su lavoro, welfare e sanità. Non abbiamo preclusioni verso i Cinque Stelle, certo resta il problema di comprendere cosa vogliano fare. Se sul fisco vorranno dar seguito alle dichiarazioni di Di Maio negli Usa, quando diceva di voler imitare Trump, certo noi non ci staremo...
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