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uffici tributi alleati all’agenzia entrate 

Il Comune incassa dall’evasione

Il Comune incassa dall’evasione

In 10 anni un milione di euro dopo aver segnalato evasori sospetti

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Anche il Comune di Ferrara da anni ha messo in atto diverse attività contro l’evasione fiscale, controllando i propri contribuenti e segnalando evasori sospetti, col vantaggio di recuperare poi nelle casse comunali il 100% degli importi incassati grazie alle verifiche dell'agenzia nazionale delle entrate. Si tratta di un protocollo stipulato da anni con l'Agenzia delle entrate e che ha portato al Comune di Ferrara ad incassare dal 2008 al 2016, 946.213 a fronte di 1.137 segnalazioni presentate. Dati che emergono un incasso dalla Cgil di Modena che ha elaborazioni i dati relativi al periodo 2008-2016 che «confermano - spiegano dalla Cgil - come l'Emilia-Romagna sia al primo posto nazionale, con 186 municipi, su un totale di 331, che in questi anni hanno prodotto segnalazioni qualificate contro evasori sospetti, recuperando 37 milioni su 100 a livello nazionale». A livello locale, è lo stesso assessore al bilancio Luca Vaccari a indicare le somme incassate negli ultimi anni dal Comune a fronte dell’attività antievasione: nel 2014, 213.064.62 eruo; nel 2015 110.851,80; nel 2016 quindi 65.636,19 e infine nel 2017 appena 15.778.98 euro. «Negli ultimi anni - spiega l’assessore - l’amministrazione finanziaria ha modificato l’approccio chiedendo un contributo esclusivamente in termini di segnalazioni qualificate (una selezione, ndr) derivanti dalla normale attività degli uffici comunali, Servizio Tributi, Servizi urbanistica e Polizia municipale». Ad onore del vero, la riduzione del 2017 è dovuta anche al fatto che l’attività ha subito un forte rallentamento sul versante del Servizio tributi a causa dell’impegno necessario al passaggio a tariffa puntuale per la Tari».

Dunque è stato più difficile controllare e scoprire eventuali evasori sospetti. Resta comunque, tornando all’elaborazione della Cgil, la certezza che anche i comuni possano attivare pratiche antievasione del tutto efficaci. Per questo motivo - chiude la Cgil - «occorre spingere i tanti comuni che ancora non lo fanno, o lo fanno troppo poco, ad organizzare i propri uffici e personale dedicato per osservare gli immancabili fenomeni di economia irregolare presente nei loro territori».

E proprio «per lavorare meglio, anche sindacalmente, su questo sacrosanto obiettivo - continua Cgil - il sindacato fa sapere di «aver chiesto dati più specifici e dettagliati all'Agenzia delle entrate», che però finora non li ha concessi: «sarebbe bene sapere, in ogni territorio - chiude Cgil - , quante segnalazioni sono state realmente esaminate, quante vanno in porto, quante invece risultano cestinate per insufficienza di dati, e quante non vengono vagliate».

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