Pomposa, la cerealicoltura lancia l’allarme
POMPOSA. Arrestare od invertire il progressivo abbandono della coltivazione dei cereali da parte degli agricoltori, che in provincia vale 30 mila ettari e che sta compromettendo anche la base...
POMPOSA. Arrestare od invertire il progressivo abbandono della coltivazione dei cereali da parte degli agricoltori, che in provincia vale 30 mila ettari e che sta compromettendo anche la base alimentare di molte filiere nazionali a marchio comunitario. Con la necessità di migliorare le produzioni nel tentativo di trasformare una commodities mondiale in un prodotto speciale Made in Italy. Se ne è parlato in un convegno sul tema “Cereali di qualità”, organizzato dalla Cooperativa Maiscoltori di Pontelangorino, al resort Oasi Bianca di Pomposa. Di fronte ad un folto pubblico di addetti ai lavori, hanno discusso sul problema, Vittorio Beccari, presidente Coop Maiscoltori Basso Ferrarese, Amedeo Reyneri, docente dell’ Università di Torino, Giorgio Colombo, Tecnica Manager Corn & d.f.c. e Guido Zani, amministratore unico Ciaad. Conclusioni di Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca. Di fronte a questa sfida globale, «occorre più cooperazione fra noi agricoltori», ha detto Vittorio Beccari, mentre Marco Beccari ha sottolineato lo sforzo della Maiscoltori «per affiancare i soci anche nella comprensione dei mercati e nuove tecnologie». Reyneri ha evidenziato che occorre «Oltre a sfruttare le nuove tecnologie, ottimizzare i fattori di produzione per produrre di più in maniera più sostenibile». L’assessore Caselli ha garantito di «essere al fianco degli agricoltori sia attraverso il grande lavoro di promozione dei nostri prodotti che con tutte le misure del Piano di sviluppo Rurale che hanno avuto successo perchè abbiamo saputo interpretare le esigenze degli agricoltori». (pg.f)
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