Buonacompra vuole il recupero della chiesa
Appello della consulta a tutti gli enti di farsi carico del problema Dopo l’intervento di messa in sicurezza tutto è fermo da quasi cinque anni
BUONACOMPRA. «A distanza di quasi sei anni dal terremoto, occorre cominciare a progettare il recupero della chiesa di Buonacompra. Chiediamo a ministero dei Beni culturali, soprintendenza e curia quale sarà il futuro dell’edificio». A lanciare l’appello, sono Rossano Bozzoli e Bruno Balboni, rispettivamente presidente e vicepresidente della consulta del paese.
La consulta si mobilità dopo che la chiesa di San Martino di Tours, uno dei simboli del sisma che ha compito l’Emilia nel maggio 2012, da quasi cinque anni è avvolta da ponteggi esterni, sistemi di tiranti e puntellature che la sostengono. Ma «da allora, più nulla si è mosso – spiegano Bozzoli e Balboni –. È stato realizzato l’intervento che ha permesso di condurre in piena sicurezza le operazioni di sgombero delle macerie dall’interno dell’edificio (circa 100 metri cubi di materiale, poi selezionate e ordinate nell’area di cantiere), e niente altro».
Ad oggi, il futuro della chiesa torna al centro della discussione della consulta, insediatasi da alcuni mesi: «Durante il primo incontro della civica si è fatto il punto sui diversi temi che riguardano il paese. Una sorta di lista della spesa, un elenco di questioni, definendole un ordine in base ad urgenza e priorità. Si è parlato di traffico, di autostrada Cispadana, di viabilità, di progressivo svuotamento delle frazioni di servizi e popolazione, ma anche del tema del recupero della chiesa. Indiscutibile ad oggi, l’intento di ministero, curia (proprietà) e sopraintendenza (ente attuatore) di ricostruire e ridare vita alla chiesa di San Martino».
La sola certezza, sottolineano i due consultori di Buonacompra, sono i 4 milioni destinati al suo recupero, previsti decreto di approvazione firmato il 3 agosto 2016 dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e quello delle infrastrutture Graziano Delrio, in attuazione di quanto previsto dalla legge di stabilità 2016.
La chiesa parrocchiale di Buonacompra infatti rientrava proprio tra i 75 interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione di beni culturali, i cosiddetti “cantieri della cultura”.
«In ogni modo – proseguono Bozzoli e Balboni - sono passati quasi sei anni dal sisma, un anno e mezzo dalla firma del decreto, ma dello specifico progetto di recupero di questo luogo di culto non si è ancora iniziato a parlare». Da qui, l’appello dei consultori: «Partendo da progetti e prospettive, è arrivato il momento per definire in modo concreto tempi e modalità di ripristino della chiesa. Chiediamo al Comune, a tutti gli enti interessati, compreso alle forze politiche, di farsi carico della situazione e di mettere in atto azioni volte al recupero della chiesa». Il tema tornerà sul tavolo della consulta, che lunedì 19 febbraio si riunirà alle 21 nella casa comunale per la presentazione, da parte dell’amministrazione, dello schema di bilancio di previsione 2018/2020.
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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