Cestari: clandestini a casa e risorse usate per i servizi
Post terremoto e migranti le priorità del candidato del centrodestra alla Camera «Rimpatriando gli immigrati irregolari investiremo su un piano per le famiglie»
BONDENO. Ricostruzione post sisma e sicurezza sono i punti principali del programma elettorale di Emanuele Cestari, candidato del centrodestra nell’uninominale del collegio centese per la Camera.
«Sono prioritari in quanto la ricostruzione post terremoto a quasi 6 anni dalle due devastanti scosse del 20 e 29 maggio 2012 è ancora nel pieno. Siamo di fronte - incalza Cestari - a una burocrazia elefantiaca che porta con sè due conseguenze gravi: ci sono ancora 5mila persone fuori casa e c’è un tardivo pagamento alle aziende che le obbliga a essere banche dello Stato. La richiesta è che sia garantito il pagamento del Sal (stato avanzamento lavori) in 30 giorni. Se non vengono pagate le imprese si fa molta fatica».
Quindi una penalizzazione per il territorio?
«Questa zona tra l’Alto Ferrarese e la Bassa Modenese che produce il 2% del Pil non merita questo trattamento. Lo Stato doveva avere un occhio di riguardo. Bondeno è uno dei centri dove si è fatto di più per la ricostruzione. Per quanto riguarda il pubblico ricordo che si sono realizzate tre scuole, la palestra e il primo stralcio della Rocca Possente».
Poi il problema sicurezza...
«È evidente che la questione extracomunitari è sotto gli occhi di tutti. Se sono profughi hanno diritto di rimanere in Italia ma i dati dicono che su 630 mila sbarchi negli ultimi cinque anni, solo il 5%, ovvero 30mila hanno lo status di profugo, gli altri 600mila non hanno nessun titolo per poter rimanere in Italia. Il Pd spende 4 miliardi di euro per mantenere queste persone. La nostra proposta è di impiegare questi soldi con un piano di natalità forte ad esempio asili nido gratis e nel contempo iniziando il rimpatrio di queste persone. Lo aveva iniziato Maroni quando era ministro degli Interni. Se non si fa questo ci troveremo sempre più clandestini a bighellonare per i nostri paesi e le nostre città. Non a caso il degrado e l’insicurezza sono percepite al primo posto dalla popolazione».
Questo è anche un territorio che punta molto sull’agricoltura...
«Anche in questo settore c’è il problema della burocrazia, le associazioni hanno segnalato un incremento esponenziale di adempimenti, inutili o dannosi con le imprese soffocate dalle carte – conclude Cestari - la burocrazia pesa su aziende che, negli ultimi anni, oltre al terremoto hanno subito anche l’alluvione. Le nostre proposte riguardano la semplificazione delle procedure, politiche di difesa del settore, incentivi alle imprese per rispondere alle esigenze dei produttori e consolidare la tendenza alla crescita».
Come sta andando la campagna elettorale?
«Stiamo facendo volantinaggi nelle piazze e poi gli incontri, 38 in una ventina di giorni con la gente e le associazioni di categoria. Lunedì 19 verrà anche Salvini ad appoggiarmi. I sondaggi ci danno un testa a testa. Con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi per l’Italia abbiamo sottoscritto un programma elettorale di tre pagine e non faremo alleanze che non siano queste».
Invidia qualcosa agli altri candidati?
«No. Vaccari del Pd non ne ha imbroccata una e poi questo accostamento col Papa si è rivelato un autogol pazzesco. Ferraresi del M5S porta avanti la politica del no su tutto, che credo alla fine non paghi».
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