Per il crac Omniacom assolto l’ex sindaco Ricci
Ieri il verdetto per la vicenda che lo ha visto imputato insieme a tre persone Era accusato di bancarotta semplice e distrattiva. Il legale: caso chiarito
ARGENTA. L’ex sindaco di Argenta, Andrea Ricci, è stato assolto ieri nel processo che lo vedeva imputato per il crac “Omniacom”. Il collegio formato da Luca Marini, Carlo Negri e Leonarda D’Alonzo ha emesso il verdetto nel pomeriggio dopo la discussione, nel corso della quale lo stesso pubblico ministero, Ciro Alberto Savino, ha chiesto l’assoluzione per il quarto e ultimo degli imputati del fallimento Omniacom.
Ricci, ex presidente del consorzio, aveva scelto il pubblico dibattimento convinto di poter dimostrare in udienza la sua totale estraneità ai fatti. Ieri i giudici lo hanno riconosciuto non responsabile del reato di bancarotta distrattiva perché il fatto non costituisce reato e del reato di bancarotta semplice, perchè il fatto non sussiste. L’inchiesta Omniacom era già sfociata in una sentenza per gli altri imputati: il professore universitario ed ex presidente del consorzio Paolo Frignani, precedessore nell’incarico di vertice dello stesso Andrea Ricci e destinatario per alcuni anni di compensi non giustificati (77mila euro), e Marcello Giacomantonio, ex amministratore delegato del sodalizio, avevano patteggiato rispettivamente 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 8 mesi mentre il terzo imputato, Marco Pedroni, ex vice presidente, aveva scelto il giudizio abbreviato ed era stato assolto. Era rimasta in ballo la posizione di Ricci che ieri è uscito dal processo con il riconoscimento di non aver contribuito a creare il disavanzo.
Omniacom, consorzio che operava nell'argentano nel settore dell'e-learnig (insegnamento universitario a distanza), indicato come uno dei possibili volani dell'economia locale, è stato dichiarato fallito nel 2013. Su quell’esito traumatico si erano imperniate la procedura fallimentare e l'inchiesta penale per chiarire le cause e individuare gli eventuali responsabili del dissesto. Ricci doveva rispondere di bancarotta per distrazione di alcune decine di migliaia di euro (77mila euro) e di bancarotta semplice perchè a fronte di un buco conclamato di quasi 1 milione di euro, lui e Giacomantonio nei loro ruoli di presidente e vice, non portarono i classici libri in tribunale per dichiarare il crac. «Il mio assistito ha deciso di portare in pubblico dibattimento la sua posizione - ha dichiarato il legale di Ricci, Eugenio Gallerani - Per tre anni abbiamo lavorato per presentare in aula, e far conoscere ai giudici, ogni elemento che potesse chiarire il ruolo dell’ex presidente. Il verdetto ha riconosciuto che Ricci non aveva avuto ruoli operativi nella società e quindi non poteva commettere i reati di cui era imputato».
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