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Stellata, processo Ursa «Il capannone era a norma»

STELLATA . Due furono le travi che cedettero la mattina del 20 maggio 2012, quando Stellata e l’alto ferrarese tremarono a causa del sisma. Ma per i consulenti nominati dalla difesa del collaudatore,...

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STELLATA . Due furono le travi che cedettero la mattina del 20 maggio 2012, quando Stellata e l’alto ferrarese tremarono a causa del sisma. Ma per i consulenti nominati dalla difesa del collaudatore, Mauro Monti, uno dei due imputati del processo per la morte dell’operaio Tarik Nouach che perì nel crollo di una parte del capannone della ditta Ursa, la struttura fu progettata ed eseguita nel rispetto delle norme sulla sicurezza. «Il controllo doveva verificare solo che la realizzazione fosse conforme ai disegni e che rispettasse i carichi prescritti, più variabili come ad esempio il peso della neve - hanno precisato i consulenti sentiti ieri in tribunale - L’edificio fra l’altro non aveva subìto danni di alcun tipo durante i precedenti 11 anni di attività, per cui era stato ampiamente collaudato».

Il processo, che vede imputato oltre a Monti il progettista Pierantonio Cedrini, si concluderà il prossimo 13 maggio, udienza dedicata alla discussione, al termine della quale sarà emessa la sentenza. Nei mesi scorsi erano stati sentiti anche i consulenti dell’accusa e della parte civile, secondo i quali una delle travi era inadeguata a svolgere correttamente la sua funzione di sostegno e a garantire la sicurezza».



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