Ufficio Biotestamento Via libera dal Comune
Sì alla delibera che istituisce il servizio: i 90 atti già in cassaforte sono validi Ieri l’ok della Regione ad inserire le Dat nel Fascicolo sanitario elettronico
Il Registro comunale delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat), istituito in base alla legge 219/17, entrata in vigore dal 31 gennaio 2018, è operativo da martedì scorso, giorno in cui la giunta comunale ha votato la delibera accogliendo le novità introdotte dalla nuova normativa.
«Chi aveva consegnato il testamento biologico prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, quando era in vigore l’apposito Registro istituito dal Comune - hanno spiegato il sindaco Tiziano Tagliani, la dirigente comunale del Settore Affari Generali, Luciana Ferrari, e il responsabile dei Servizi Demografici, Gian Luca Carpanelli - non deve presentare una nuova dichiarazione. La legge riconosce validità a tutti i 90 biotestamenti che abbiamo già in cassaforte e pervenuti negli anni scorsi. Ma consigliamo i disponenti, cioè a chi ha già espresso le sue volontà, di valutare nuovamente il documento». Il Municipio aveva attivato il servizio nel 2010 e dall’anno successivo ha iniziato a raccogliere le dichiarazioni dei cittadini interessati ad esprimere le proprie disposizioni sull’accettazione o rifiuto di particolari accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche e trattamenti sanitari. Dalla data di istituzione del nuovo Registro Dat non sono ancora giunte altre dichiarazioni, ma il sindaco sottolinea che «la legge è entrata in vigore da pochi giorni e noi ci siamo adeguati velocemente».
Per chi intende utilizzare questo strumento è opportuno, ha aggiunto Luciana Ferrari, «informarsi dal proprio medico sulle terapie e sulle conseguenze della scelta, essendo fra l’altro consapevoli che può essere sempre modificata e che col tempo la scienza medica può introdurre nuove terapie che possono curare malattie che oggi hanno un esito ineluttabile». Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere può presentare le Dat in Comune. L’altra strada è rivolgersi ad uno studio notarile per un atto pubblico o per una scrittura privata autenticata, «ma sono tutte opzioni che hanno validità legale».
All’Ufficio di Stato civile le Dat devono essere consegnate in busta chiusa. Uno dei tre dipendenti autorizzati a ricevere i plichi li deporrà in un luogo protetto; il registro non sarà accessibile al pubblico.
La revoca della registrazione può essere disposta in qualsiasi momento. L’autore del documento può nominare un fiduciario e anche un fiduciario vicario. «Il consiglio - ha aggiunto Luciana Ferrari - è di non nominarne più di uno per evitare possibili “dissidi interpretativi” tra chi è autorizzato a dare corso alle volontà del disponente».
Le Dat sono esenti da qualsiasi tributo, diritto e imposta: la loro consegna in Comune non comporta oneri economici. Ieri la Regione Emilia Romagna ha dato il consenso alla proposta di inserire il testamento biologico nel Fascicolo sanitario elettronico, una volontà già espressa anche dal ministero.
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