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«Bere così giovani crea danni al cervello»

«Bere così giovani crea danni al cervello»

Eccessi alcolici tra gli adolescenti. Il commento di Bruno Di Lascio (Ordine dei medici)

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FERRARA. «I danni al cervello sono irreversibili, è ovvio che dopo aver bevuto in modo eccessivo vi sono effetti temporanei, ma occorre prestare la massima attenzione poichè se si insiste un ragazzo rischia di diventare davvero un alcolizzato e i danni si sommano». Bruno Di Lascio, presidente Ordine dei Medici, va subito al punto, parlando di alcol e minori. Da lui un invito e un appello concreti: «Le tabelle che indicano il grado di alcolemia (quelle riportate nei locali, come deterrente e in letteratura medica, ndr) sugli effetti dicono che si parte dal disorientamento e si può arrivare anche al coma etilico, per un ragazzo che ne faccia un uso smodato. Certo gli effetti sono temporanei in funzione dell’assunzione, occorre attendere il tempo per smaltire il tutto, poi però si rischia l’alcolemia. Il cervello ne risente, ovvio ribadirlo, come del resto anche il fisico subisce: bisognerebbe avere una consulenza neurologica per avere indicazioni precise ma è fuori di dubbio che l’alcol danneggia il cervello soprattutto di un ragazzo in crescita».

Nonostante campagne, appelli, prevenzione, il problema resta tale: è ricorrente, ciclico ormai. «C’è questa facilità di accesso nei negozi e dunque è una questione di responsabilità di chi offre senza controlli ciò che poi viene comprato». «C’è una domanda che parte da questi ragazzi - riflette Di Lascio - , ma occorre far fronte ad essa con serietà, con la responsabilità di chi ha un ruolo commerciale: non sta nè in cielo nè in terra che si venda alcol a minori di 12/14 anni. Ci sarà pure un motivo per cui la legge impone il divieto a chi ha meno di 18 anni! Qualcuno non si è alzato all’improvviso la mattina per sostenere questo: bere in età minorile può avere conseguenze irreversibili».

Ma c’è anche la prevenzione: «Certo, ma ripeto è la responsabilità del commerciante ad essere messa in primo piano. Più prevenzione nelle scuole servirebbe, occorrerebbe far vedere gli effetti dell’alcol sui ragazzini e probabilmente potrebbe essere un valido deterrente. E poi c’è anche il livello familiare, il ruolo dei genitori, ma qui viene meno il mio ruolo di tecnico».

Norme sociali dunque parallele a quelle mediche e ad altre regole, amministrative, che è bene che i ragazzini conoscano: ad esempio, chiunque tra i minorenni assuma alcol in modo eccessivo anche in modo occasionale (e venisse ovviamente controllato e segnalato in stato di ubriachezza), può scattare nei suoi confronti una segnalazione d’ufficio alla Prefettura e alla Motorizzazione per impedirgli per un periodo fino a tre anni di dare la patente di guida. E ancora, vi sono altri problemi con la Procura dei minori attentissima nel verificare se questi ragazzini - alcolisti vivano in un contesto famigliare protetto o non siano lasciati a se stessi: dunque, scatta l’allarme anche sulla famiglia.
 

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