Santanchè: «Ferrara difficile da raggiungere: sì all’aeroporto»
«Un senatore o un parlamentare deve adoperarsi per il territorio in modo che le richieste degli amministratori possano avere interlocutori efficaci. Oggi un senatore o un parlamentare è una sorta di...
«Un senatore o un parlamentare deve adoperarsi per il territorio in modo che le richieste degli amministratori possano avere interlocutori efficaci. Oggi un senatore o un parlamentare è una sorta di cerniera tra gli amministratori e coloro che stanno a Roma; se dovessi dire che so tutto di Ferrara e delle sue problematiche direi delle balle. Sicuramente sono qui per liberare un territorio e una regione che da settant’anni non conosce alternanza. Quello che vorrei è liberare il territorio da settant’anni di monopolio di centro-sinistra».
Così ieri la candidata capolista al Senato di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè è intervenuta a Ferrara all’hotel Duca d’Este, spiegando programmi e obiettivi del partito guidato da Giorgia Meloni. Al centro del programma, sicurezza, lavoro, flat tax (o tassa piatta, come preferisce dire la candidata), giovani, famiglia, patria, made in Italy, situazioni che «non rendono dissimile l’Emilia Romagna dal resto del Paese». Sulla mancata integrazione accende i toni la deputata, affermando che «sono 600mila le persone arrivate in Italia, e 60 mila sono fuori da un percorso di accoglienza, una bomba pronta a esplodere». Tra gli altri temi toccati, il problema della natalità, «il fatto che oggi una donna debba scegliere tra lavoro e fare un figlio», gli inoccupati a 50 anni, la legge Fornero. Per Ferrara e le sue bellezze architettoniche e urbanistiche, Santanchè proporrà, se al Governo, un ministro con portafoglio. «Su Ferrara servono investimenti, ha tante bellezze ma non a disposizione di tutti. Bisognerebbe creare infrastrutture, aeroporti, perché non è semplice raggiungere questa città».
Una bordata Daniela Santanchè la lancia contro il direttore del Museo Egizio di Torino, a sostegno della leader di FdI, reo di «aver proposto sconti etnici». Tra «l’avanzata del M5s e i Pd, è il centro destra l’unica alternativa», conclude la politica.
Veronica Capucci
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