Ferraresi: in primo piano la tutela del territorio
Il candidato M5s alla Camera ha come punti fermi post sisma e mobilità sostenibile «Necessario investire contro il dissesto idrogeologico e sulla sicurezza»
BONDENO. Sicurezza, inquinamento, infrastrutture e post sisma. Sono questi alcuni dei punti fermi su cui si deve lavorare senza sosta secondo Vittorio Ferraresi, deputato M5s e candidato uninominale alla Camera nel collegio Cento e capolista al plurinominale nel collegio Ferrara-Modena.
Partiamo dal post sisma. Cosa avete fatto fino ad oggi?
«Da quando siamo entrati in Parlamento abbiamo cercato di tenere alta l’attenzione: siamo un Paese che vive nell’emergenza e che tende a dimenticare un po’ troppo spesso le calamità naturali. Ho lavorato affinché famiglie e imprese potessero ripartire il più in fretta possibile. Ho chiesto da subito la zona franca urbana, la sospensione dei mutui sulle case inagibili e che gli imprenditori riprendessero a pagare le tasse sui mutui solo quando avessero ricevuto i contributi per ricostruire. Purtroppo non tutto è stato ottenuto e tanti imprenditori non hanno retto e sono stati costretti a delocalizzare o chiudere. Continueremo comunque a batterci; alcune battaglie, come la sospensione dei mutui e la riqualificazione con gli incentivi fiscali del 65%, le abbiamo vinte».
Impegni futuri?
«È necessario investire sul contrasto al dissesto idrogeologico. Non possiamo più permetterci morti o miliardi di euro di danni. Bisogna ripartire dalla messa in sicurezza, dalla riqualificazione dei territori e dal facilitare le imprese che vivono su di essi. Queste le nostre priorità. Non è stato messo un euro dal precedente governo per il contrasto al dissesto. Con la prevenzione avremmo salvato in primis delle vite, ma anche economia e beni artistici».
Lo smog è una minaccia. Come combatterlo?
«A Roma abbiamo presentato un piano antismog che incentiva energie rinnovabili e trasporto pubblico, soprattutto ferroviario. Il trasporto ferroviario è un tasto dolente nel Ferrarese sia per i cittadini sia per imprese e turismo: va rilanciato partendo dalla mobilità. Entro il 2050 dobbiamo smettere di usare energie fossili a favore di quelle rinnovabili ma finora si è investito sulle prime e dunque sull’inquinamento. Si deve cambiare rotta».
A proposito di infrastrutture, le strade del territorio sono in condizioni drammatiche.
«Perché le strade vengono abbandonate? Probabilmente c’è un progetto che punta a investire su strade a pagamento gestite da privati e la Cispadana è un esempio. Siamo consapevoli della necessità di una strada a scorrimento veloce tra Ferrarese el Reggiano, ma dopo 40 anni la aspettiamo ancora. Vogliamo una Cispadana che sia una superstrada a servizio del territorio e non impattante come potrebbe essere un’autostrada».
Per la sicurezza, invece?
«Bisogna investire sulle forze dell’ordine, sul personale e sugli strumenti a loro disposizione. I governi di centrodestra non hanno assunto o rinnovato i contratti e quelli di centrosinistra hanno investito su svuota-carceri e quindi, di riflesso, su una pena poco certa. L’area tra Ferrara e Bologna sta diventando zona di impunità; occorrono dunque piani strategici sul territorio per contrastare il fenomeno. Le amministrazioni devono coordinarsi con le forze dell’ordine, sfruttare le tecnologie e invesire sulla gestione del rischio. Bisogna investire su decoro urbano, illuminazione e videosorveglianza».
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