«Via alle cause civili per i diamanti a prezzi gonfiati»
«C’è chi ha investito quasi 90mila euro, chi 100mila, chi 120. Di recente si è rivolta alla nostra associazione, per segnalarci il caso, una signora che rischia di rimetterci un patrimonio, dato che...
«C’è chi ha investito quasi 90mila euro, chi 100mila, chi 120. Di recente si è rivolta alla nostra associazione, per segnalarci il caso, una signora che rischia di rimetterci un patrimonio, dato che si era esposta per 800mila euro». Antonio Frascerra, presidente provinciale della Confconsumatori, sta seguendo da vicino, come altre associazioni del territorio (la Federconsumatori, ad esempio) la vicenda dei diamanti venduti da banche e società a prezzi gonfiati. La questione era stata sollevata dalla trasmissione “Report” e dall’associazione “Altroconsumo” e l’anno scorso era sfociata in un pronunciamento dell’Antitrust che ha pesantemente sanzionato due società private (Idb e Dpi) e quattro istituti bancari: Unicredit, Intesa, Mps e Banco Bpm. Sono scattati i ricorsi e attualmente le parti in causa sono in attesa del giudizio del Tar.
«La vicenda riguarda tutto il Paese - spiega Frascerra - a Ferrara, dove noi seguiamo una decina di utenti ma sono diverse decine le persone che avevano investito somme consistenti senza essere al corrente dei rischi, abbiamo già avviato le cause civili e abbiamo citato due banche: Unicredit e Banco Popolare. Da quanto siamo riusciti a ricostruire il valore dei diamanti non sarebbe stato pari all’importo versato dall’investitore ma molto più basso, inoltre chi ha scelto quella modalità di impiego per i suoi risparmi pensava che si trattasse di comuni attività finanziarie, non di un investimento ad alto rischio. Noi riteniamo che le banche abbiano avuto un ruolo nell’orientare le scelte dei clienti e che quindi siano corresponsabili con le società venditrici dei preziosi». Saranno Tar e tribunali quindi a dirimere la questione e la sensazione è che in questa ennesima batosta siano incappati molti risparmiatori.
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