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D’Andrea: il rilancio arriva se c’è ricambio generazionale

D’Andrea: il rilancio arriva se c’è ricambio generazionale

Nicola D’Andrea, imprenditore artigianale di Bondeno, nel campo della lavorazione dei marmi e graniti, laureato in Economia, ha disdetto un lavoro con l’Usl per continuare l’attività paterna e...

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Nicola D’Andrea, imprenditore artigianale di Bondeno, nel campo della lavorazione dei marmi e graniti, laureato in Economia, ha disdetto un lavoro con l’Usl per continuare l’attività paterna e favorire il ricambio generazionale dell’azienda di famiglia. È lui a commentare i dati della Camera di Commercio sul comune di Bondeno.

«Subito salta all’occhio - dichiara - il dato più significativo dal punto di vista storico, un calo del 16% delle imprese presenti nel decennio che ha coinvolto le imprese nel periodo di recessione economica. In questo contesto le imprese di Bondeno subiscono un movimento in negativo in percentuale più consistente rispetto alla media provinciale anche se il calo maggiore coincide con gli anni di recessione economica che ha visto coinvolto tutto il paese. Abbiamo poi nell’ultimo anno un calo meno significativo (2.0%) e tenendo in considerazione dati come: calo demografico crescente, rapporto anziani/giovani che è quasi 1 a 3, la chiusura delle vecchie aziende artigiane storiche. Un aspetto più mortificante, a mio avviso, lo rappresentano i dati che evidenziano una consistente perdita delle imprese artigiane e del calo di giovani imprenditori presenti sul mercato. Questi due indici potrebbero essere connessi e al tempo stesso subire quello che è il gap generazionale che si crea tra vecchia impresa e nuove generazioni che subentrano».

«Altro aspetto significativo - dichiara l’imprenditore bondenese - è quello derivante dal tipico Dna agricolo che è alla base del nostro tessuto economico. Basti vedere l’elevata percentuale di unità operative presenti nel territorio. Da una parte si delinea una situazione stabile ed equilibrata che permette al settore di avanzare ed avere un proprio mercato di riferimento, dall’altra dobbiamo considerare che quest’ultimo non va comunque a sopperire il bisogno di occupazione nel nostro territorio, anche perché in rapporto alle unità operative il numero di personale richiesto è nettamente inferiore a quello di aziende coinvolte in altri settori (es: carpenteria, commercio, costruzioni, ecc) che sono stati oggetto stesso di calo generale. Detto questo, è giusto rendere atto che esistono comunque imprese più o meno giovani che resistono alla coda di crisi generale e si rinnovano man mano per affrontare il futuro attraverso investimenti e progetti».

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