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Caricento a Popsondrio c’è il nodo del concambio

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Caricento a Popsondrio c’è il nodo del concambio

Cariforlì venduta a 1,5 volte il patrimonio: l’azione centese varrebbe così 20 euro Sul prezzo decide la “due diligence”, oggi siamo a 9,79. I vincoli del protocollo Acri

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Man mano che passano le settimane crescono inevitabilmente le fibrillazioni a Cento. Non a caso la scorsa settimana un gruppo di piccoli azionisti di Caricento ha diffuso un appello pubblico a «non svendere la banca», più che altro sulla base di valutazioni uscite subito dopo la lettera d’intenti: 100 milioni di euro di valore complessivo secondo Equita che portano ad una valutazione per azione di circa 6,7 euro. Una base troppo bassa, per i firmatari ma anche per i piccoli azionisti che hanno acquistato a valori superiori, considerato che sul mercato Hi-Mtf attualmente il prezzo è fissato a 9,79 euro, peraltro senza reale possibilità d’interscambio per scarsità della domanda.

Se il punto di riferimento è il mercato, si fa notare in diversi angoli di piazza Guercino, allora bisognerebbe guardare a recenti operazioni che coinvolgono istituti di credito simili a Caricento: l’attenzione si è così puntata sul passaggio di mano, avvenuto nel dicembre scorso, del 10,74% di azioni della Cassa dei Risparmi di Forlì dalla Fondazione romagnola a Banca Intesa, che ne deteneva già circa l’85%. Il valore della transazione è stato di poco più 46 milioni, con un prezzo unitario di 2 euro, il che porta ad una valutazione complessiva della banca romagnola pari a una volta e mezzo il patrimonio netto.

Tanto per fare un paragone con la situazione centese, il rapporto di parità con il patrimonio sarebbe raggiunto con un valore unitario di 13,2 euro, senza tener conto, tra l’altro, del premio di maggioranza (si tratta già dal primo step del passaggio di almeno il 51% del capitale) che nel caso di Forlì non è stato pagato. Significa 20 euro agli stessi parametri di Forlì. Ovviamente il parallelo finisce qui, perché la due diligence sui crediti centesi è decisiva per assegnare un valore di concambio con le azioni di Sondrio, quotate in Borsa, che stanno viaggiando attorno a 3,20 euro e sono in crescita dall’inizio dell’anno.

Altro elemento sotto la lente d’ingrandimento è relativo alla tempistica dell’operazione. Anche ieri Cristiana Fantozzi, presidente della Fondazione Caricento, ricordava che i sondaggi per trovare un partner alla banca vanno avanti da due anni, e l’accordo Acri-Fondazioni indicava dei tempi precisi per attivare l’obbligo di scendere almeno al 33% del capitale impegnato in un solo soggetto: tre anni in caso di «strumenti finanziari negoziati su mercati regolamentati», cinque anni per altri tipi di azione. Nelle liste indicate dal sito Borsa Italiana il mercato Hi-Mtf non compare, il che farebbe presupporre la possibilità di andare oltre il 2018 per completare un’operazione comunque obbligatoria.

Un ultimo elemento da prendere in considerazione è la condizione di salvaguardia riconosciuta dal protocollo, «si terranno nel dovuto conto l’esigenza di salvaguardare il valore del patrimonio» delle Fondazioni cedenti, oltre alle condizioni di mercato. A valore di libro, le azioni detenute direttamente dalla Fondazione, il 51,44 % del totale, sono iscritte a 4,69 euro e quelle della controllata Holding Cr Cento a 4,79 euro. Sembrerebbe essere questi i valori di riferimento per la salvaguardia del patrimonio.

Stefano Ciervo

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