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Figlio e amico condannati a diciotto anni

di Annarita Bova
Figlio e amico condannati a diciotto anni

Il mandante dell’assassinio di mamma e papà e l’esecutore colpevoli senza attenuanti. I difensori: faremo appello

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INVIATA A BOLOGNA. Manuel Sartori e Riccardo Vincelli sono stati condannati a diciotto anni per il duplice omicidio di Nunzia di Gianni e Salvatore Vincelli il 10 gennaio del 2017 a Pontelangorino.

Ieri pomeriggio il giudice del Tribunale dei minori di Bologna ha emesso la sentenza, mantenendo una linea particolarmente rigida forte del risultato della perizia che ha ritenuto i due imputati capaci di intendere e di volere. Il processo è iniziato alle 10, alla presenza dei due ragazzi difesi dagli avvocati Lorenzo Alberti Marangoni per Riccardo Vincelli, 17 anni, e Sandro De Marco per Manule Satori ormai maggiorenne.

L’accusa ha chiesto una pena di 30 anni, ridotta di un terzo considerato che si è proceduto con il rito abbreviato. Vent’anni, dunque, senza il riconoscimento di alcuna attenuante. Secondo l’accusa Sartori e Vincelli hanno ucciso con la precisa intenzione di farlo, organizzando nei dettagli l’omicidio della coppia e senza avere particolari ragioni per compiere il delitto. Non solo, facendo riferimento al contenuto della perizia chiesta dal Tribunale il 18 ottobre scorso, i due imputati potrebbero reiterare il reato e non si sarebbero in alcun modo pentiti. Dopo la requisitoria del pubblico Ministero Silvia Marzocchi, capo della Procura dei minori di Bologna, la parola è passata alla difesa che ha chiesto la non applicazione delle aggravanti e nello specifico ha sostenuto che i ragazzi non avrebbero agito con premeditazione e nemmeno per futili motivi. Difesa che ha anche chiesto di tenere conto della immaturità legata alla minore età e una riduzione della pena fino ai limiti consentiti. Dopo aver ascoltato entrambe le parti, il giudice Anna Filocamo si è ritirata in Camera di Consiglio e ha preso la sue decisione: diciotto anni per entrambi. In aula è stato letto il solo dispositivo, le motivazioni saranno rese pubbliche nei prossimi giorni.

«Faremo sicuramente appello - dice con forza l’avvocato Lorenzo Alberti - Mi aspettavo, forse, qualcosa di meno rispetto alla condanna a 18 anni inflitta al mio assistito. È stata anche respinta la richiesta di messa alla prova, che per quello che ha vissuto il mio assistito sembrava la misura più adatta. Manuel è stato in qualche modo soggiogato, convinto da Riccardo. È la parte più debole e per questo speravamo in una pena minore, ma così non è andata».

Amareggiato anche l'avvocato Sandro De Marco, che insieme alla collega Gloria Bacca (ieri assente in aula) difende il figlio della coppia uccisa. «Abbiamo sperato fino alla fine in un giudizio diverso, il nostro ragionamento era un altro, ma credo che ci possa essere qualche margine lavorando sull'appello. Certo il fatto è quello che è. Paradossalmente - ha concluso - il mio assistito ha accolto la sentenza con una liberazione e poi il fatto che sia stata data una pena inferiore (il pm aveva chiesto 20 anni) quasi con felicità, questo per dirvi lo stato d'animo del ragazzo».

Manuel Sartori dopo l’udienza è rimasto nel carcere minorile di Bologna, dove, anche se ha già fatto 18 anni, sconterà la pena almeno fino alla sentenza d’appello. Riccardo Vincelli è stato invece portato nel carcere minorile di Treviso.

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