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Grattacielo, ricorsi al Tar contro la riqualificazione

Grattacielo, ricorsi al Tar contro la riqualificazione

Due le imprese in corsa per i lavori antincendio con un costo previsto di 7-800mila euro, ma c’è l’incognita morosi 

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FERRARA. Due ricorsi al Tar e due preventivi. Procede su due binari paralleli la corsa per l’adeguamento del Grattacielo di via Felisatti alla normativa antincendio. Da una parte il canale giudiziario-amministrativo per bloccare il progetto pubblico di riqualificazione dell’area che ha innescato l’ultima, vigorosa polemica sul futuro del maxi-condominio cittadino, dall’altra la pianificazione dell’intervento edilizio che dovrebbe garantire la sicurezza dell’edificio e dei residenti in caso di incendio. L’amministratrice Tiziana Davì intende convocare a breve l’assemblea nella quale sarà richiesto il versamento delle somme per dare il via al piano che dovrebbe definire ogni fase dell’intervento, tuttora in attesa dell’ok dei vigili del fuoco.

Per il condominio più grande della città (190 appartamenti) si tratta realmente di una prova del fuoco. I condòmini dovranno infatti autorizzare l’attuazione di un progetto che costa 7-800mila euro (Iva compresa) e che comporterà circa 4mila euro di esborso per ogni appartamento. Un valore che va moltiplicato per il numero di unità in carico a ogni proprietario e al Grattacielo ci sono diversi proprietari immobiliari che hanno investito nell’acquisto di più alloggi. La somma risulta gravosa soprattutto per i proprietari di singoli appartamenti, anche loro chiamati negli ultimi anni a versare somme tutt’altro che esigue per rifare l’impianto di riscaldamento, riparare gli ascensori, introdurre sistemi di esclusione dei morosi dai servizi. Proprio la morosità rappresenta una delle incognite che gravano sull’attuazione dei lavori dell’antincendio, un passaggio che dovrà essere vagliato da un’assemblea che in passato si è mostrata refrattaria, in più di un caso, ad avallare spese per l’adeguamento funzionale delle torri. Ma l’amministratrice Tiziana Davì è convinta che «anche questo scoglio alla fine sarà superato».

Per l’applicazione delle prescrizioni dei vigili del fuoco si sono fatte avanti due ditte: una di Padova e una di Bologna. I lavori, da eseguire in 120 giorni, prevedono, fra i vari interventi, l’installazione di porte doppie tagliafuoco all’ingresso di ogni alloggio, la creazione di attacchi per le manichette ad ogni piano, la dotazione di un estintore per appartamento. Gli ascensori, che per tanto tempo hanno rappresentato una delle spine nel fianco della struttura (impianti vecchi con alti costi di manutenzione) sono stati sostituiti e proprio ieri era in corso il collaudo dell’ultimo elevatore, che sarà dotato di un sistema che scoraggerà l’accesso ai residenti non in regola con le bollette. In questi mesi, inoltre, la gestione del Grattacielo sta gradualmente introducendo un’altra novità. È stato dato l’ok al trasferimento dei contatori dell’acqua all’esterno degli appartamenti. Anche questa è una misura anti-morosi, perchè la loro accessibilità da parte del fornitore del servizio può consentire la piombatura dell’apparecchio con conseguente sospensione dell’erogazione.

L’altro aspetto su cui si è focalizzata in questi mesi l’attenzione di una parte dei residenti, riuniti nell’associazione Hsl, riguarda lo stop al piano di riqualificazione del complesso edilizio sostenuto dal governo con un fondo di due milioni e alla delibera comunale che prevede, in caso di mancato adeguamento alla normativa antincendio, la possibilità di sgomberare l’immobile ed, eventualmente, di abbatterlo. Contro il primo atto è stato presentato ricorso al Tar del Lazio, contro il secondo al Tar dell’Emilia Romagna. (gi.ca.)
 

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