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degrado e riqualificazione 

In stand by il progetto di recupero

In stand by il progetto di recupero

Nelle torri si soffre ancora: ultimo caso di violenza domenica scorsa 

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C’è un progetto di riqualificazione urbanistica finanziato con oltre due milioni di euro dal governo e che sarà regolato da una convenzione alla base dell’ultima polemica, divampata nei mesi scorsi, che ha contrapposto una parte dei residenti del Grattacielo al Comune. Quel piano non è stato ancora riempito di contenuti, ma tra le varie opzioni c’era quella (definita dall’amministrazione come ultima carta) dell’abbattimento, che ha innescato la forte reazione di una parte dei proprietari di immobili. Alcuni si sono coalizzati proprio per chiedere il blocco degli atti che potrebbero attuare e sostenere finanziariamente l’eventuale demolizione. «Siamo in attesa di alcuni passaggi tecnici per l’avvio della convenzione, in questo momento è in stand by», annuncia l’assessore Roberta Fusari. Il Comune ha affermato più volte che l’adeguamento dei grandi palazzi di via Felisatti alla normativa antincendio comporterà il dirottamento delle somme verso altre ipotesi di recupero dell’area, che da anni ormai ha assunto il ruolo simbolico, poco amato dai residenti e solo in parte reale, di epicentro del degrado di un’area che si estende dalla stazione verso il centro. Immagine che si alimenta periodicamente di episodi, come quello di domenica scorsa e altri precedenti, in cui proprio in uno degli appartamenti del condominio un uomo ha minacciato i coinquilini col coltello e distrutto un alloggio. L’impiego di una pattuglia dell’esercito, dicono in via Felisatti, ha «solo un po’ alleviato la sofferenza della zona».

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