La Fiom: bene i risultati Baltur ma troppo lavoro a termine
CENTO. I risultati Baltur «sono senza dubbio importanti sia dal punto di vista produttivo, sia da quello finanziario. I livelli di fatturato e di redditività raggiunti dall’azienda, con il contributo...
CENTO. I risultati Baltur «sono senza dubbio importanti sia dal punto di vista produttivo, sia da quello finanziario. I livelli di fatturato e di redditività raggiunti dall’azienda, con il contributo fondamentale dei lavoratori, sono il risultato di anni d’investimenti». Samuele Lodi, segretario della Fiom Cgil, apre con questo riconoscimento il commento all’intervista di Riccardo Fava, ad della Baltur, sulla Nuova di sabato scorso. Ci sono però anche elementi meno positivi, nell’analisi Fiom: «L’organico sensibilmente cresciuto è composto anche di lavoratori in somministrazione che, evidentemente, auspicano di essere presto stabilizzati. Le ripetute richieste dell’azienda di derogare dal contratto aziendale per allungare i tempi funzionali alla trasformazione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato contrastano con volumi produttivi già alti e previsti in ulteriore aumento. Penso - continua Lodi - che 18-20 mesi siano sufficienti a per valutare se un lavoratore abbia le caratteristiche necessarie per far parte strutturalmente degli organici di Baltur». I premi di risultato? Buoni ma frutto di «scelte unilaterali della proprietà», secondo la Fiom «sarebbe utile ricondurre la quota di welfare nell’alveo della contrattazione», e le trattative sono alle porte.
Lodi infine lamenta che «rapporti in azienda, riconoscimenti meritocratici e provvedimenti disciplinari hanno spesso fatto percepire ai lavoratori iscritti alla Fiom Cgil di essere particolarmente attenzionati da parte della proprietà».
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