La Nuova Ferrara

Ferrara

ORE INFINITE/1 

«Manuel, come ti sei fatto bello...»

«Manuel, come ti sei fatto bello...»

L’affetto senza confini dei genitori. E lui resta in silenzio 

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BOLOGNA. Alle 9.45 Rudi Sartori e sua moglie Monica sono già fermi nel piccolo atrio del Tribunale al piano terra di via del Pratello a Bologna. Sono partiti all’alba da Caprile, preoccupati per il traffico, il parcheggio e le mille difficoltà di una grande città. I minuti per loro sono diventati importanti, ne hanno pochi e non possono perderli. Sanno di poter vedere e parlare con Manuel qualche attimo prima dell’udienza, fissata per le 10, lui dietro al cancello e loro dall’altra parte.

Manuel arriva, scortato dai carabinieri. Resta dietro alle sbarre, i tre si stringono le mani, si accarezzano. «Come sei bello, guarda come sei bello», gli dice mamma Monica: «Come stai? Come ti senti?». Manuel non parla, ogni frase inciampa nei denti, alza e abbassa lo sguardo. «Ti salutano tutti sai - va avanti Rudi Sartori - hanno visto la tua foto sulla Nuova, quella fatta qui la settimana scorsa, dicono che sei bello, sei uno che piace». Lui continua a non parlare. «L’A. non è venuta, abbiamo parlato con i suoi genitori, con gli avvocati e per ora è meglio così. Oggi no, non si può Manuel, è una giornata molto dura e difficile, non potrebbe nemmeno entrare». Dall’altra parte ancora silenzio. «Ma ti vuole bene sai, ti pensa sempre stai tranquillo, ha mandato un messaggio anche questa mattina. Anche noi te ne vogliamo».

Quando si aspetta qualcosa di grosso, di molto grosso, gli attimi diventano ore e le parole sembrano finire. E Rudi e Monica Sartori ci provano a trovare quelle giuste ma poi alla fine sono sempre le stesse che si rincorrono. E Manuel non parla. Deve entrare in aula, è ora. Loro lo seguono. Alle 12.15 l’accusa ha finito. Trent’anni, 20 con il rito abbreviato. Manuel viene portato di nuovo dietro al cancello, questa volta le lacrime gli segnano il volto. I genitori lo guardano ma poi si allontanano. Mamma Monica si nasconde dietro ad un muro, e piange. Piange singhiozzando in silenzio, facendo scendere il trucco che si è messa e la testa che aveva tenuto alta. Non vuole farsi sentire né vedere, ha paura di ferire quel figlio dietro le sbarre. Lei non vuole farlo.

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