Ricostruzione, 350 milioni per finire i lavori pubblici
Sei anni dopo il sisma la svolta della Regione: fondi per Comuni, diocesi e sanità Dal 2012 investiti oltre 4 miliardi, nei controlli scoperti 100 furbetti del terremoto
Sei anni dopo il terremoto del 2012, siamo ad una svolta nella ricostruzione di opere pubbliche e beni storici e architettonici: dopo gli investimenti per ricostruire case e aziende (4.3 miliardi di euro di contributi concessi ai privati e 2.7 miliardi liquidati di cui oltre 1 miliardo alle imprese), ecco 350 milioni di euro che serviranno per completare i lavori di ricostruzione di opere pubbliche e beni culturali.
A fare il punto sulla ricostruzione post-sisma sono i tecnici della Regione che spiegano che «grazie ai 350 milioni di euro stanziati dal Governo, già da quest’anno si potrà soddisfare la quasi totalità delle esigenze finanziarie per realizzare gli interventi previsti dal Programma per la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali». E con queste nuove risorse che si sommano agli 1,1 miliardi già disponibili per le opere pubbliche - spiegano ancora dalla Regione - «verranno soddisfatte tutte le esigenze dei Comuni e del comparto sanità, delle diocesi e degli altri enti coinvolti dalla ricostruzione».
Il programma delle opere pubbliche e dei beni culturali prevede 1.851 interventi per un fabbisogno complessivo stimato di circa 1,5 miliardi. Gli interventi già finanziati sono 1.433 di cui 1.039 hanno concluso l’iter di approvazione dei progetti (per 596 milioni di euro) e sono quindi in fase di appalto o di esecuzione.
Il 75% degli immobili pubblici danneggiati dal sisma è soggetto a vincoli di tutela del ministero dei Beni Culturali.
A fronte di indicazioni concrete, anche quelle normative per poter portare a termine il programma: è stato prorogato al 31 dicembre 2020 lo stato di emergenza che permetterà al Commissario e agli enti locali di continuare a operare in regime straordinario, in modo veloce e semplificato con agevolazioni.
La prima tra tante, la prima proroga per le imprese agricole allungando al 30 giugno 2018 la data per terminare i lavori, e quindi la proroga dell'esenzione Imu per gli immobili inagibili e la sospensione dei mutui degli Enti locali. Per quanto riguarda la ricostruzione privata, al 31 ottobre 2017 si è chiuso il termine per presentare i progetti di ricostruzione per gli immobili privati: sono 10.257 i progetti presentati in totale ai Comuni, di questi 8.233 hanno ottenuto la concessione da parte del Commissario per un totale di 2,371 miliardi assegnati. Ad oggi sono stati liquidati 1,7 miliardi mentre sono state completate 13.629 abitazioni e 4.227 attività economiche e commerciali. Ma a fronte degli oltre 4 miliardi investiti, vi sono stati i controlli sui contributi concessi e gli interventi realizzati che hanno portato ad un centinaio di segnalazioni di procedure irregolari se non illegali: infatti, la stessa struttura del Commissario, in questi anni, ha provveduto a segnalare alle autorità giudiziarie, con le quali la collaborazione è continua e costante, per le necessarie verifiche, quasi un centinaio di casi sospetti. A queste si aggiungono le segnalazioni fatte dai Comuni.
«I principi fondanti della ricostruzione in Emilia - chiude la nota delal Regione - hanno come obiettivo sia una edificazione più sicura e di qualità e sia assicurare il rispetto delle norme, garantendo tutela di legalità e trasparenza».
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