L’autonomia da Ravenna non dispiace a molte associazioni
La proposta della Confartigianato di evitare la fusione viene valutata con molta attenzione La prossima settimana verrà convocato il tavolo dell’imprenditoria per la resa dei conti
La fusione tra la Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna riserva sempre dei colpi di scena. L’ultimo - dopo il blocco della Consulta e il successivo sblocco del ministro Calenda - è arrivato con la proposta di Confartigianato di chiedere l’autonomia in Ferrara in virtù della riconosciuta efficienza dell’ente camerale, evitando così di unirsi a Ravenna. La proposta ha un po’ sparigliato le carte, a pochi giorni dalla ripartenza dell’iter per la fusione e ci sono alcune associazioni di categoria che non disdegnano la proposta o quanto meno hanno detto di valutarla con attenzione. Ecco alcuni commenti di qualificati rappresentanti di associazioni. Tra distinguo, pareri favorevoli o chi come l’Ascom dice che il dado ormai è tratto per Ravenna, la situazione appare ancora molto complessa e probabilmente il prossimo tavolo dell’imprenditoria, convocato la prossima settimana, potrà fare maggiore chiarezza.
Davide Bellotti, presidente della Cna. «La posizione espressa dalla Confartigianato è senz’altro interessante e va verificata con attenzione, è giusto fare questo tentativo e poi credo che sia importante sottolineare l’aspetto della nostra Camera di Commercio, molto efficiente, se si vuole premiare il merito, credo che questo rappresenti un elemento da evidenziare. La prossima settimana il nostro direttore Diego Benatti convocherà il tavolo dell’imprenditoria per esaminare anche questa situazione. Infatti bisogna avere tempi brevi e le verifiche partiranno immediatamente. Ripeto, la proposta di Confartigianato è sicuramente da valutare con attenzione».
Nicola Gherardi (nella giunta camerale per Confagricoltura). «Ho sentito la posizione di Confartigianato emersa martedì perché ero in giunta. Fa specie, ed è l’ennesimo esempio di situazioni all’italiana, che si parta con delle premesse per raggiungere dei risultato e poi si cambia percorso, e in questo senso mi urta soprattutto l’approccio del sistema Paese. Da valutare il fatto che la Camera di Commercio ha tra i migliori indici di efficienza, essendo una delle poche strutture a valenza provinciale e un sicuro punto di riferimento, se ci fosse la possibilità di rimanere autonomi non ci dispiacerebbe. Ci poniamo delle domande e valuteremo questa proposta, anche se i tempi mi sembrano molto stretti».
Riccardo Maiarelli, vicepresidente Confindustria Emilia. «È chiaro che noi siamo sempre stati contrari a Ravenna, però aspettiamo a valutare per vedere se ci sono margini di azione. Avrebbe comunque più senso di andare da soli che con Ravenna, ma è un’ipotesi ancora difficile sia da valutare in termini tecnici che da percorrere realmente».
Andrea Benini presidente LegaCoop Estense. «Ho ascoltato la relazione del segretario generale Giannattasio, cui è seguita la proposta della Zuffoli (Confartigianato), che credo meriti attenzione. I nostri uffici stanno analizzando il provvedimento nel dettaglio per valutare se l’iter consente un margine di discrezionalità. Per noi la questione fondamentale resta la capacità della Camera di Commercio di sostenere le imprese del territorio e l’economia ferrarese che in questo momento è in difficoltà. Ogni soluzione che vada in questa direzione va presa in considerazione, compreso il mantenimento dell'attuale assetto. Appena verificati gli aspetti tecnici procederemo al confronto con le cooperative per assumere un orientamento più definito.
Giulio Felloni, presidente dell’Ascom. «Il ragionamento andava fatto prima, non bisognava penalizzare le Camere di Commercio per la mancata quantità (numero di imprese) ma eventualmente per la scarsa quantità in termini di efficienza. Un errore primario questo genere di accorpamento, ma ormai è tardi, il dado è tratto e ci troviamo di fronte ad un decreto e ad una procedura che è stata già avviata. Ci sono poi scadenze che incombono e dobbiamo fare presto perché dopo un periodo di stallo hanno dato un accelerata improvvisa al processo di fusione. Capisco l’orgoglio da parte dell’ente per la sua qualità riconosciuta da tempo, ma ormai il consiglio ha deciso per la fusione».
Alessandro Osti, direttore Confesercenti. «L'ipotesi che l'Ente camerale ferrarese, possa continuare ad operare in autonomia, è certamente affascinante. Ogni scelta “forzata” determina nuove situazioni ed equilibri non sempre facili da trovare. Particolarmente per quanto attiene alla Camera di Commercio di Ferrara, poi, l'abitudine ad operare con un Ente che si è sempre contraddistinto anche a livello nazionale per efficienza e virtuosità, rende ancora di più preoccupante tale scelta. Il susseguirsi di atti e situazioni che hanno interessato il provvedimento iniziale hanno poi reso il percorso tortuoso e previsto “eccezioni” ai requisiti richiesti per non doversi accorpare. Crediamo sia corretto valutare anche questa strada, al fine di capire se realmente sussistono le condizioni giuridiche per percorrerla, ben consci però del fatto che le Camere di Ferrara e Ravenna hanno già avviato i lavori per una loro futura e proficua fusione».
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