La rabbia di una madre «Tempi troppo lunghi»
La donna torna in Tribunale per sperare di riavere i figli allontanati a casa «Iniziò tutto con una frase inventata: costretta a denunciare i servizi sociali»
È attesa l’ennesima puntata in Tribunale per quella che doveva (e forse poteva) essere una normale storia famigliare, diventata un’epopea tragica che ormai va avanti da anni danneggiando tutti, i genitori, i parenti ma, soprattutto, i minori coinvolti nella vicenda.
Perché di minori ne stiamo parlando tanto ultimamente, motivati dal fatto che di situazioni critiche nella nostra provincia ce ne sono tantissime, come quella di questa madre ferrarese che in questi giorni tornerà in Tribunale per una nuova udienza, con una sola speranza: «Quella di vedere la fine di questo tunnel e tornare a vivere con i miei due figli. Ma i tempi sono troppo lunghi».
La storia è come quella di tante, i genitori che si separano, i figli che restano con la madre, ma le difficoltà economiche sparigliano le carte in tavola: «Ero restia all’arrivo dell’assistente sociale - ci racconta la madre -, ma ad un certo punto con i miei lavoretti precari e nessun aiuto economico da parte del padre non riuscivo più a pagare l’affitto e mantenere i miei figli. Gli aiuti sono comunque stati pochi, qualche bolletta, esenzione della mensa scolastica e libri gratis, per fortuna rivolgendomi alle associazioni di volontariato qualche aiuto in più è arrivato. Pensi che per risparmiare abbiamo praticamente passato un inverno al freddo».
Ma le cose, pur con qualche difficoltà, procedono bene finché una frase di uno dei figli (episodio molto simile alla vicenda che ha portato all’allontanamento da casa di un bambino da Tresigallo, caso poi rientrato dopo quattro mesi in affido) apre una segnalazione al Tribunale dei minorenni. «Mio figlio disse subito che aveva inventato quella cosa perché arrabbiato nei miei confronti, ma nel frattempo era cambiata l’assistente sociale e io sono diventata una madre incapace e il mio ex marito, che fino ad allora si era disinteressato di allora, vuole denunciarmi. È andato tutto a rotoli, anche con l’altro figlio, poco alla volta mi è stato allontanato, mi viene impedito di vederlo anche se non vi sono decreti in tal senso. Io sto malissimo, arrivo anche a prendere tante pastiglie... Mi rivolgo pure ai carabinieri per denunciare i servizi sociali, ma non posso. Il risultato è che mi portano via i figli, affidati a una famiglia di parenti di mio marito...».
I mesi nel frattempo passano, ma la situazione si aggrava. La madre alla fine denuncia i servizi sociali per abuso d’ufficio, ma i figli continua a vederli con il contagocce e la distanza fra lei e loro aumenta invece di diminuire: «Sono ancora piccoli, preferiscono stare con i parenti di mio marito perché non hanno regole e possono fare quello che vogliono. A me non resta che sperare di vincere la causa, per poter tornar ad essere una famiglia».
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