Un luogo protetto al servizio dei più piccoli
Comacchio, assegnati all’Asp spazi nei due centri per infanzia e adolescenti Saranno utilizzati per favorire gli incontri tra bambini e genitori separati
COMACCHIO . Un servizio a tutela dei minori che vivono situazioni familiari difficili, dalla separazione conflittuale dei genitori ad altre, monitorate dalle strutture pubbliche.
L’Asp del Delta Ferrarese ha ottenuto in comodato d’uso gratuito l’utilizzo degli spazi del centro infanzia “L’Albero delle Meraviglie” e del centro adolescenti “Circauncentro”, da destinare ad incontri protetti e a progetti educativi speciali, rivolti ai minori. «Lavoriamo a stretto fianco con l’autorità giudiziaria - spiega Iole Zappaterra, direttrice dell’Asp del Delta Ferrarese - al nostro ambito afferiscono situazioni molto complesse e delicate. Su prescrizione del Tribunale dei minori, nei casi di affido dei minori ai servizi sociali o in casi di separazione conflittuale e, in taluni casi, su indicazione del Tribunale ordinario, devono essere individuati spazi neutri, al di fuori della casa o della comunità, per favorire gli incontri tra genitori e figli». La delicatezza della materia richiede il massimo riserbo, in quanto l’obiettivo principale resta sempre la tutela del minore. In pratica i due centri comacchiesi dedicati all’infanzia, alle famiglie, e agli adolescenti, rispondono a quei criteri che agevolano l’incontro tra il minore ed il genitore separato.
«È un servizio che esiste ovunque, su mandato dei tribunali - precisa la direttrice dell’Asp del Delta Ferrarese - e si cerca sempre di cogliere le opportunità che il territorio offre. Funziona bene, perché c’è un lavoro di rete tra istituzioni che funziona, anche se c’è ancora tanto da fare». Gli spazi, messi a disposizione in comodato d’uso gratuito dal Comune, sono quelli gestiti dalla Cooperativa sociale Girogirotondo, che «mette a disposizione i propri educatori - interviene Carla Carli, direttore della Cooperativa sociale Girogirotondo - anche per un servizio così importante, improntato all'incontro e alle relazioni tra genitori e figli. L’educatore deve vigilare gli incontri protetti, ma l’aspetto più significativo riguarda l’opportunità riconosciuta a figli e a genitori di stare insieme in un ambiente protetto, senza condizionamenti esterni, pensato per loro».
Il lavoro di rete condotto da Asp, Comune, Asl, scuole, tribunali e terzo settore tende una mano alle situazioni di fragilità sociale, come quelle scaturite durante il convegno dedicato al contrasto della dispersione e dell’abbandono scolastico. Sempre nello spazio neutro e protetto del centro infanzia e del centro adolescenti, l’Asp del Delta Ferrarese porta avanti «altri progetti individuali - conclude Iole Zappaterra -, finalizzati a percorsi di integrazione e socializzazione con l’educatore che assiste i minori».
Katia Romagnoli
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