Venti famiglie già pronte ad accogliere i migranti
Il Progetto Vesta entra nel vivo. I cittadini che si candidano seguiti da Camelot Iniziati i primi incontri, ieri mattina alla Sala Estense il convegno di Migrantes
Il Progetto Vesta (VErso Servizi Territoriali Accoglienti) avanza anche a Ferrara. Sono già 20, difatti, le famiglie che si sono candidate ad accogliere in casa propria un migrante (uomo o donna che sia). Il progetto, che nel capoluogo di Regione, Bologna, è operativo da oltre un anno, rientra nell’ambito di un altro progetto denominato Sprar (Sistema Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e offre alle famiglie ferraresi la possibilità di ospitare un rifugiato (privilegiando i neo maggiorenni) nella propria casa, candidandosi attraverso la piattaforma www.progettovesta.com. Ieri alla Sala Estense questo importante aggiornamento ha rappresentato la novità più saliente. Il pretesto è stato la presentazione del rapporto 2018 relativo al diritto d’asilo redatto dalla Fondazione “Migrantes”. Un volume fatto non solo di numeri ma ricco anche di riflessioni di alto profilo. Per quanto riguarda l’accoglienza in famiglia, dal momento della candidatura uno staff di professionisti della cooperativa Camelot (con esperienza decennale nel campo dell’accoglienza e integrazione di richiedenti e titolari di protezione internazionale) si fa carico degli aspetti burocratici, amministrativi, psicologici e legali dell’accoglienza, oltre che dell’inserimento lavorativo del ragazzo, e affianca le famiglie in tutte le tappe del percorso. Ai cittadini che accolgono, viene corrisposto un contributo di 350 euro per coprire le spese che verranno sostenute a fronte dell’aumento delle persone che abitano nella casa, oltre che per permettere alla famiglia di coinvolgere l’ospite nelle attività che normalmente svolge. A Ferrara sono iniziati gli incontri con le prime famiglie che si sono candidate al progetto. Dopo il colloquio conoscitivo con lo staff di “Vesta”, cittadini e famiglie che si sono resi disponibili inizieranno il percorso di formazione preliminare all’accoglienza. Durante il convegno di ieri in Sala Estense, il vescovo di Ferrara, Giancarlo Perego ha spiegato come «questo Report nasce per andare oltre il mero dato statistico, approfondendo aspetti, problemi e prospettive. L’attenzione si fonda principalmente sulla necessità di un’accoglienza diversa, in un contesto particolare come quello famigliare, per un accompagnamento, e non un abbandono sul territorio». Michele Campanaro, prefetto di Ferrara, ha accennato che «riguardo al tema del diritto di asilo vi è senz’altro stata una evoluzione normativa». I dati parlano a livello nazionale di 130.119 richieste d’asilo (al 31 dicembre 2017), delle quali 789 nella provincia di Ferrara. Questa cifra si riferisce a chi ha già presentato richiesta di asilo, su un totale di circa 1.100 profughi. Il questore Giancarlo Pallini ha posto l’accento su come «dal 2007 a Ferrara vengono svolti incontri di educazione alla legalità, promossi da Comune, Asp e forze dell’ordine». E riflessioni significative sono giunte dal sindaco Tiziano Tagliani che ha ricordato che «siamo all’interno di un percorso non privo di rischi – ha spiegato Tagliani -, che chiama il Paese a scelte delicate in un contesto normativo da rivedere». È seguita la tavola rotonda su “Le sfide in Italia e in Europa, l’accoglienza in famiglia e le prove di comunità”, moderata da Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del volume, alla quale sono intervenuti Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio, autori di saggi dello stesso volume, mentre il direttore della Fondazione Migrantes, Gianni De Robertis ha concluso l’incontro.
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