Viale K aperta ai senza tetto
Sono «qualche decina», molti dei quali stranieri difficili da contattare e aiutare, gli homeless che girano in città, tra ripari di fortuna in zona Gad e baracche lungo il Volano e sotto i ponti;...
Sono «qualche decina», molti dei quali stranieri difficili da contattare e aiutare, gli homeless che girano in città, tra ripari di fortuna in zona Gad e baracche lungo il Volano e sotto i ponti; sono i più esposti al burian con abbassamento repentino di temperatura e neve annunciato per i prossimi giorni, un colpo di coda ormai inatteso dell’inverno. «Riusciamo a controllare solo alcuni di loro, in particolare chi vive nelle baracche della zona Darsena o via del Lavoro non si fa avvicinare facilmente - spiega don Domenico Bedin, fondatore dell’associazione Viale K - Di posti ai dormitori pubblici ce ne sono ancora, il problema è parecchie di queste persone non li frequentano, un po’ perché non sono ben visti per via dei precedenti (si erano presentati ubriachi o fuori controllo), un po’ perché magari sono in coppia e preferiscono stare altrove. In questi giorni di possibile emergenza possiamo tenere sempre aperta la mensa di Viale K, in modo da ospitare di notte chi vuole rimanere». Si parla di un mezzo mobile per soccorrere le persone in strada, inserito nel bando povertà.
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